Cosa vogliamo

Primo obiettivo

Vogliamo difendere le nostre pensioni, con i mezzi che abbiamo (pochi e su base volontaristica). In migliaia abbiamo fatto ricorso – negli anni 2015-16-17) contro la mancata perequazione delle nostre pensioni. 

In migliaia di ricorrenti abbiamo atteso la sentenza della C. Costituzionale, nella speranza che essa dichiarasse incostituzionale la legge 109/15 (Renzi-Poletti) e confermasse almeno le indicazioni date dalla stessa Consulta con la sentenza 70/2015.

Siamo stati profondamente DELUSI, perché la Consulta (sentenza 250/17, con dispositivo diffuso il  giorno 1/12/17 ) CI HA DATO TORTO, stravolgendo le precedenti decisioni della stessa Consulta, sul tema della mancata rivalutazione delle pensioni.

Si è trattato di una SENTENZA POLITICA e non di una sentenza tecnica ed equa. Una sentenza influenzata dai giudici Prosperetti e Barbera (nuovi entrati) e contenente affermazioni manifestamente FALSE, come quella che sottostima l’inflazione 2012-2013 (superiore invece al 5%, nel biennio) e che considera “trascurabili e transitori” gli effetti della mancata rivalutazione, effetti che -invece-  non solo si prolungano dal 2012 al 2018 ma avranno, anche, un effetto di trascinamento per l’intera vita pensionistica del titolare della pensione e del suo/sua sopravissuto/a (quindi sulla pensione di reversibilità).

Noi, pensionati esasperati, e NOI della RETE PENSIONISTICA (costituita da oltre 20 associazioni pensionistiche di varia estrazione) NON CI FERMEREMO ed IMPUGNEREMO IN OGNI SEDE POSSIBILE, inclusa la CEDU di Strasburgo, la sentenza 250/17, che riteniamo indegna di un paese civile.

Le nostre pensioni non sono frutto di regalie ma di contributi versati. Noi non siamo dei bancomat, usabili per tamponare le falle economiche di questo paese, create ed aumentate dai politicanti, che (loro!) hanno “Vitalizi intoccabili”.

Cittadini di serie A e di serie B ? Lo vedremo…..!

Secondo Obiettivo

Vogliamo far capire al mondo politico ed agli italiani che percepire una legittima pensione, frutto di contributi versati per decenni, NON E’ UN FURTO. Qualunque sia la tipologia di questa pensione: di valore basso, medio o alto.

Terzo obiettivo

Vogliamo far capire alla politica tutta che il “mondo pensionistico” ha bisogno di certezze, non di riforme “continue” : sussurrate, mal-concepite, mal-scritte.

Quarto obiettivo

Vogliamo far capire alla politica ed alla gente comune che UNA COSA è la PREVIDENZA (legata ai contributi versati) ed ALTRA COSA è l’ASSISTENZA, azione caritatevole rivolta verso soggetti variamente indigenti o bisognosi.

Oggi, nel bilancio INPS i 2 aspetti sono legati in modo molto stretto, purtroppo. Da ciò, il PERSISTENTE “ROSSO” del BILANCIO INPS; da ciò la continua aggressione a chi “lucra” pensioni.

Quinto obiettivo

LA SEPARAZIONE della ASSISTENZA dalla PREVIDENZA, per confermare il dato di fatto (Commissione Brambilla, 2016) che – nei conti INPS – i CONTI della PREVIDENZA sono IN PAREGGIO od addirittura in attivo, mentre quelli dell’ASSISTENZA sono “IN ROSSO”, perché i governi (soprattutto gli ultimi 4) hanno caricato l’INPS di spese assistenziali prive di reale copertura.

Sesto obiettivo

Combattere contro i Commi (art. 1, commi da 260 a 269) della Legge Finanziaria 2019 che taglia la rivalutazione delle pensioni per 3 anni ed impone un nuovo contributo quinquennale di solidarietà per i pensionati “over” 100.000 euro lordi/anno. Come? Con nuove azioni legali 2019 distinte sulla base del valore della pensione.

COSA VOGLIAMO ?

Fare chiarezza sul tema pensionistico.

In sintesi:

1) Costringere la POLITICA TUTTA a varare un provvedimento legislativo che SEPARI l l’ASSISTENZA dalla PREVIDENZA. Per ora, lo strumento scelto è quello di aprire un SITO FACEBOOK che discuta del tema.

2) Convincere l’on. MAZIOTTI che l’Art. 38 della COSTITUZIONE NON DEVE ESSERE MODIFICATO (modifica che Costui invece propugna…) perché NON VOGLIAMO che le NOSTRE PENSIONI si trasformino da “diritto acquisito” a “regalo del potere”. Potere che (se passasse il DDL Mazziotti) sarebbero invece legate alle finanziarie annuali, ossia alle croniche necessità del bilancio statale e quindi – alla continua fame di denaro, con persistenza dei tagli alle pensioni ed ai pensionati. Solo ai pensionati e non ai lavoratori attivi, a parità di reddito.

3) Convincere le Corti dei Conti Regionali, la Corte Costituzionale, il Parlamento tutto ed i Cittadini italiani che “CONTINUARE A LEDERE I DIRITTI ACQUISITI DAI PENSIONATI E LE PENSIONI IN ESSERE” crea un precedente pericolosissimo anche per i futuri pensionati, che non avranno mai più la certezza di ricevere la pensione definita al momento del pensionamento. Infatti, d’ora in poi (se questa volta la Corte Costituzionale non emetterà una sentenza politica ma solo una sentenza tecnica) ogni governo di turno potrà liberamente usare le pensioni in essere come “BANCOMAT” per qualunque scopo assistenziale, esattamente come fatto ora – per precisa volontà dei 5S e per incapacità di Salvini di contrastarli – dal malefico governo gialloverde.

NB) Questo testo è stato redatto dal Dr. Stefano Biasioli, Presidente FEDERSPeV provincia di Vicenza ed uno dei Coordinatori dei LEONIDA VENETI.

Per ulteriori informazioni, contattare info@aps-leonida.compensioniarischio@gmail.com