Sanità, come arrivare dalle stalle alle stelle. Il commento di Pennisi – Formiche.net

L’Italia risente della mancanza di investimenti nel settore sanitario, soprattutto nell’ambito della tecnologia e della ricerca. La testimonianza e il commento di Giuseppe Pennisi

La stampa quotidiana e la televisione hanno mostrato il vero e proprio caos in ospedali e pronto soccorso per la carenza di medici, infermieri e personale socio sanitario.

Si è messo l’accento sul caso di Vicenza ma la situazione è tale e quale in gran parte d’Italia, come sostengo da quando, oltre due anni fa, il Paese aveva la possibilità di avere accesso al Mes (Meccanismo europeo di stabilità) sanitario.

Per circa un mese, la mia firma non è apparsa né su questa né su altre testate perché sono stato ricoverato in un prestigioso ospedale romano e, per un pasticcio burocratico, non ho potuto essere ospitato tra i solventi, utilizzando le mia assicurazione Casagit, ma ho dovuto transitare tramite il pronto soccorso – un giorno e mezzo – prima di arrivare al reparto. Personale medico valentissimo ma scarso ed ancora più scarso quello infermieristico e socio sanitario, pur essenziale per la cura personale dei pazienti. Dopo un mese e mezzo dal ritorno a casa, non mi sono ancora ripreso dal mese circa in una piccola branda, che ha causato la perdita delle capacità motorie e di 15 chili. Quindi, ritengo verissime le cronache riportate in questi giorni da stampa e televisione…

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TASSA PER PAGARE LA GUERRA DEGLI ALTRI

di M. Belpietro da quotidiano La Verità di oggi

Ci rifilano la patrimoniale «solidale» per finanziare la guerra degli altri.

Biden insiste: «Dovrete rinunciare a petrolio e metano russi». L’Ue cederà, a costo di una recessione mai vista, e l’Italia avrà bisogno di ulteriori 40 miliardi l’anno che non ha.

Ed ecco l’ideona:

un prelievo di scopo (cioè eterno) a chi percepisce più di 100.000 euro lordi….

… continua a leggere ⇒ Verità_7.5.22_pag_1-3

«Siamo pensionati ricchi? Non trattateci da furfanti»

articolo di Fausto Romano da Corriere della Sera di oggi 3 maggio 2022

Secondo il governo italiano io sarei uno ricco perché percepisco una pensione superiore a 7 volte la minima e quindi non ho diritto a nessun aumento, a nessuna rivalutazione anche se l’inflazione sfiora il 7% annuo, e anzi da circa 10 anni le pensioni come la mia sono state sottoposte a continui contributi e prelievi di solidarietà per sostenere altri provvedimenti presi dal governo, tipo il reddito di cittadinanza. Ma noi che abbiamo avuto carriere importanti in passato versando all’Inps vere e proprie fortune in contributi, non abbiamo ormai diritto anche noi a una rivalutazione delle nostre pensioni che dopo tutti questi anni senza aver ricevuto nessun aumento o rivalutazione, anzi soltanto tagli su tagli, ormai sono ferme al valore di circa 10 anni fa? Ma perché trattarci come furfanti e cittadini di serie C solo perché abbiamo pensioni di 4-5000 euro mensili? Meritiamo anche noi rispetto e lo stesso trattamento che dovrebbero avere tutti i pensionati che ricevono pensioni sia da 1000 euro al mese sia da 4000, anche perché il sistema pensionistico si basava su regole eque e precise: più contributi versi per 40 anni più alta sarà la tua pensione. Invece gli aiuti che il governo ha concesso, esempio recente per gli aumenti delle bollette, per i pensionati come me non sono previsti perché siamo considerati ricchi inutili che vivono di rendita. Tutto ciò è ingiusto, come lo è usare le pensioni come bancomat senza considerare che tra mancati adeguamenti per inflazione da circa 10 anni e prelievi di solidarietà, le nostre pensioni hanno perso dal 30 al 40% del valore di acquisto.

… vedi articolo ⇒ Corsera_03.05.22_pag_31

… by R.M. (piccolo video in pptx: PENSIONATI LADRONI

SOLO in ITALIA

Stefano Biasioli, 28 aprile 2022

Solo in Italia, rispetto al resto del mondo conosciuto, può accadere che venga nominato ministro della salute un politico eletto con poche migliaia di voti, capo di un partitino comunista. Solo in Italia può avvenire che un tale individuo (privo di nozioni economiche e di esperienze gestionali nel mondo reale) venga messo a gestire una INDUSTRIA qual è quella della SANITÀ ITALIANA: oltre 120 miliardi di euro di spesa pubblica all’anno, cui si aggiungono circa 30 miliardi di euro di spesa privata. Sempre all’anno.

Da 3 governi, costui è ministro inamovibile, per volontà (colpa) anche di Salvini e dei berluscones.

Secondo costui, il suo ministero – sotto la sua guida – è stato il migliore nella lotta mondiale contro il Covid. La realtà (il numero dei morti per Covid e non “con il Covid”) è profondamente diversa. Un po’ alla volta, le statistiche “asettiche” dimostreranno che “tachipirina e vigile attesa” è stata una scelta folle, che la vaccinazione protegge contro le forme più gravi di virosi ma non annulla la possibilità di infezione, che il green-pass non serve a nulla, che i vaccini (Pfizer, Astra Zeneca, Moderna) possono provocare importanti effetti collaterali, come tutti i farmaci “pesanti”. Ossia come tutti i farmaci che debbono essere usati per patologie limitanti la vita.

Invece, sinora, il ministro e i suoi accoliti hanno taciuto sui potenziali rischi della vaccinazione, richedendo però ai vaccinandi la compilazione preventiva di un modulo di consenso, steso al fine di evitare possibili contenziosi legali.

Per fortuna che la gestione delle vaccinazioni è stata affidata all’esercito e non ai tecnici del ministero della salute: Figliuolo & C. (ossia la Protezione civile) sono riusciti a vaccinare il 90% della popolazione. Cosa che sarebbe stata impensabile se la campagna fosse stata affidata a chi ha fatto caos sulle mascherine, sui banchi di scuola, sui respiratori….

…continua a leggere ⇒ SoloinItalia_Biasioli_28.4.22

CAMICI IN FUGA, PERCHÉ I MEDICI SCAPPANO DAGLI OSPEDALI PUBBLICI?…

di P. Cosentini da policyMaker.it

Dal 2019 al 2021 abbiamo perso 8.000 camici bianchi, tra dimissioni volontarie e scadenza del contratto a tempo determinato e 12.645 per pensionamenti, decessi e invalidità al 100%: è la grande emorragia di medici dagli ospedali pubblici...

Immaginate una cittadina da 21mila abitanti che, di colpo, sparisce nel nulla. È quanto è accaduto, non di colpo ma quasi, cioè negli ultimi 3 anni, al Servizio sanitario nazionale, che ha perso 21mila medici specialisti. Questo in un periodo di massima crisi e in cui ci siamo scoperti proprio carenti di dottori e nuove leve… continua a leggere

FNOMCeO_Conferenza nazionale sulla questione medica_21 aprile 2022

WHATEVER IT TAKES? Siamo proprio sicuri che sia così?

Stefano Biasioli, 16 aprile 2022

Alcuni amici mi sollecitano da giorni a scrivere qualcosa sui tempi attuali. Pur recalcitrando lo faccio. Recalcitrando perché sono consapevole che, di questi tempi, è difficile trovare chi la pensi come Noi.

Come Me, testardo Capricorno, nato nel Dicembre 1942 e con chiari ricordi di guerra, di bombe, di rifugi anti-aerei. Ricordi veri, non quelli dell’attuale presidente dell’ANPI, nato nel 1949 !

Dopo 77 anni, l’Italia è nuovamente in guerra. Certo, non una guerra sul nostro suolo, ma una guerra (la prima guerra, da allora) sul suolo europeo, distante circa 1500 km – in linea d’aria- dal nostro  Brennero.

Siamo in guerra, che l’Ucraina fa anche per conto terzi: UE, NATO, USA, paesi nord-europei. Per questa guerra abbiamo aumentato la spesa per la difesa (2% PIL), abbiamo inviato armi e mezzi, abbigliamento e prodotti alimentari. Direttamente o indirettamente. Stiamo accogliendo profughi ucraini, soprattutto donne e bambini, aggiungendo accoglienza “accolta” a accoglienza “subìta”. Emigranti per guerra versus emigranti economici, dall’Africa e dintorni….

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In farmacia arrivano le pillole anti Covid

Articolo di Marzio Bartoloni da Il Sole 24 ore di oggi 12 aprile 2022

Non solo vaccini. Prestissimo gli italiani che rischiano di finire in ospedale per il Covid potranno curarsi facilmente con uno degli antivirali oggi disponibili senza la burocrazia e le complicazioni che finora ne hanno di fatto bloccato l’uso: basterà infatti la ricetta del proprio medico di famiglia e la scatola di pillole potrà essere recuperata subito dopo nella farmacia sotto casa. Ecco la grande semplificazione che potrebbe essere decisa già oggi dall’Agenzia italiana del farmaco quando si riunirà la commissione tecnico scientifica. Si tratta di una rivoluzione che può segnare un cambio di rotta nella lotta al Covid e nel ritorno a una gestione più “ordinaria” dell’emergenza sanitaria.

Già nei giorni scorsi il ministro della Salute Speranza lo aveva fatto presagire: «Ora che abbiamo più dosi a disposizione vogliamo arrivare a consentire la prescrizione anche ai medici di medicina generale per favorire un accesso più capillare». Oggi dunque si attende il semaforo verde dell’Aifa che oltre ad autorizzare la prescrizione del medico di famiglia consentirà a chi si è contagiato di ottenere, dietro presentazione della ricetta, la terapia direttamente in farmacia senza più complicazioni.

La novità riguarderà in particolare due farmaci antivirali orali (pillole appunto): il Paxlovid di Pfizer – che sarebbe efficace al 90% nell’evitare le forme gravi – e il Molnupiravir di Msd. Due terapie indicate per pazienti ammalati in modo lieve moderato ma che hanno specifici fattori di rischio per il Covid severo: tumori, insufficienza renale cronica, broncopneumopati a severa, immunodeficienza primaria o acquisita, obesità, malattia cardiovascolare grave e diabete.

La particolarità di questi farmaci è che per funzionare vanno assunti in tempi brevi: entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi.

Finora però potevano essere prescritti solo dagli specialisti ospedalieri su indicazione del medico di famiglia e distribuiti solo nelle farmacie degli ospedali, centri di riferimento. Una procedura complicata che ne ha frenato l’uso: l’Italia ha finora prenotato 6oo mila dosi di Paxlovid, ma da inizio febbraio ne sono state prescritte solo 6.822. Sulla stessa scia il Molnupiravir:  solo 16.732 trattamenti in quasi 100 giorni per 2oo mila dosi.