Aggiornamento sul numero dei ricorrenti del Triveneto contro la Legge 145/2018 Art. 1 da c. 260 a c. 269

A Tutti i Leonida

Siamo lieti di informarVi che ad oggi i ricorrenti Triveneti contro la sopracitata Legge ammonta a 375 soggetti, un numero ben superiore alle nostre previsioni iniziali (puntavamo ad almeno 280 adesioni).

Analizzando la distribuzione regionale/provinciale dei ricorrenti, dobbiamo ricordare – oltre all’alta partecipazione dei Veneti (252) – la buona presenza di pensionati delle province di Bolzano (68) e di Trento (29), mentre – purtroppo – questa volta il Friuli V.G. si è fermato al solito numero (26).

Nel dettaglio siamo lieti di ricordare che ben 281 pensionati hanno fatto ricorso anche per l’osceno contributo di solidarietà…

Tutto il materiale raccolto è stato archiviato in digitale. I documenti originali (inclusi anche quelli che riceveremo fino alla fine di agosto) verranno inviati allo Studio del Prof. Avv. Angiolini di Milano, entro la prima settimana di settembre.

Ricordiamo ai ricorrenti che, se non sono stati specificamente contattati dalla Nostra Segreteria, ciò significa che la documentazione personale specifica era perfettamente in regola con quanto richiesto.

Ulteriori informazioni verranno successivamente diffuse, mano a mano che il ricorso procederà.

N.B.

Ringraziamo Tutti i 375 ricorrenti e soprattutto i Colleghi delle province di Trento e Bolzano per l’impegno posto nella diffusione del messaggio di tutela.

E’ AFFONDATO IL GOVERNO GIALLO-VERDE…

Martedì 20 agosto, in Senato, abbiamo assistito ad una sceneggiata indecente che ha dato l’idea al popolo italiano di come sia ridotta la politica parlamentare e di quanta bassezza siano capaci i nostri parlamentari.

Abbiamo visto un capo di Governo attaccare il suo Ministro degli Interni per oltre 40 minuti, senza mai dare una chiara e onesta lettura di quanto fatto – bene o male (soprattutto male) – nel corso di 14 mesi di triste convivenza tra un partito di sinistra ed un partito di destra.

Conte non ha voluto ammettere che il suo comportamento in occasione del problema TAV, del problema dei migranti e,  del problema sicurezza pubblica sia stato largamente distonico sia nei confronti della Lega che nei confronti dei 5 Stelle.

Ossia, non ha voluto prendere atto di essere il capo di un governicchio senza capo né coda.

A Salvini Noi personalmente rimproveriamo di non aver rotto l’esperienza governativa ben prima dell’8 e del 20 agosto e di non aver capito che almeno 400 parlamentari non vogliono arrivare alle elezioni perché puntano a salvare la propria“caregheta”, in ogni modo.

Altro errore di Salvini è stato quello di non aver previsto che tutto sarebbe finito nelle mani di Mattarella (spinto al Quirinale da Renzi & C) cui spetta la decisione fondamentale di mettere in piedi un governicchio che ci porti alle elezioni oppure varare un governaccio che punti a completare la legislatura, cosa praticamente impossibile in Italia.

Nella giornata del 20 agosto, Salvini ha dimostrato di non essere in grado di reggere le schermaglie parlamentari mentre è bravissimo nella gestione della propria persona al di fuori del Parlamento, nelle piazze e nelle spiagge.

Da pensionati massacrati, anche e soprattutto dal governo giallo-verde, una cosa lamentiamo: che nelle lunghe 8 ore di discussione parlamentare di ieri, nessun partito e nessun senatore abbia parlato una sola volta dei pensionati ed abbia ricordato una sola volta i pesanti tagli che questo governo, anche questo governo, ha fatto e farà nei confronti di 5.300.000 pensionati sia per la mancata rivalutazione che per l’osceno contributo di solidarietà.

Noi Leonida del Triveneto osserveremo con attenzione ciò che succederà nei prossimi giorni e non mancheremo di esprimere, ancora una volta, le nostre idee a tutela dei poveri pensionati super tartassati, nonostante abbiano lavorato una vita e abbiamo ampiamente meritato le loro pensioni attuali, che dovrebbero essere loro integralmente versate senza ulteriori tagli ingiustificati.

Firmato,

APS-Leonida, 21.08.2019

Come procedono i ricorsi legali contro la Legge 145/2018 ???!!!

AVVISO AI PENSIONATI  DEL FORUM P.A. TAGLIEGGIATI DALLA FINANZIARIA 2019

La situazione relativa alla raccolta dei ricorsi contro i tagli pensionistici è così riassumibile:

1 – TRIVENETO – La documentazione raccolta dalla Sede Operativa di San Bonifacio al (31.07.19) riguarda 353 Triveneti aderenti all’APS-Leonida. Tutta la documentazione sarà controllata nelle prossime settimane e poi inviata allo Studio Legale del Prof. Angiolini di Milano entro la prima settimana di settembre.

2 – ALTRE REGIONI D’ITALIA – (la raccolta documentale avviene a cura della Segreteria Confedir-Federspev di Roma in via Ezio, 24 – 00192 ROMA).     Dopo la raccolta relativa alle “Pre-Adesioni” dei ricorrenti che risiedono in regioni italiane diverse dal Triveneto, è ora in corso l’invio (da parte della Segreteria romana) dei moduli relativi ai ricorsi legali dei singoli pensionati INPS ex INPDAP.                                                  Detto invio riguarda – per ora – alcune grosse regioni: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia e Sardegna e si concluderà entro il 2 agosto 2019.

Per quanto riguarda i pensionati INPS ex INPDAP delle restanti regioni italiane e tutti i pensionati INPS provenienti dal “Settore Privato”,  l’invio della documentazione ai soggetti che avevano già espresso la loro volontà di aderire al ricorso, avverrà a partire  dai primi giorni di settembre 2019.

Ne consegue che, per Tutti costoro, il processo di raccolta dei documenti firmati e sottoscritti richiederà almeno 3 o 4 mesi, prima che tutto il materiale (verificato e controllato) venga affidato allo Studio Legale Tomassetti – Prosperetti di Roma, cui compete tutta la parte dei ricorsi INPS ex INPDAP extra Triveneto e l’intero blocco dei ricorsi INPS ex Dirigenza Privata.

A PROPOSITO DI DEMOCRAZIA

Che l’Italia sia un paese strano, lo sappiamo da quando siamo andati in prima elementare, tanti anni fa.

Che l’Italia sia un paese nel quale i “problemi minori” diventano “essenziali”, ci era altrettanto noto.

Che l’Italia sia un paese in cui i contratti di lavoro non sono mai rinnovati prima della scadenza fisiologica, questo è un “must” (come dicono gli anglofoni).

Che questa Italia sia il frutto avvelenato della amara stagione del 1968-1969, è reso evidente dalle condizioni in cui è precipitata la scuola, dal funzionamento della magistratura, dalla dissociazione cronica tra il mondo del lavoro e i diplomi/lauree sfornati dalla moltitudine di università, che per decenni hanno dato patenti di laurea a “formatori, sociologi, scienzo-politologi e compagnia cantando”, lauree senza presa sul mercato. Che invece cercava laureati in ingegneria (di ogni tipo), in biomeccanica, in tecnologie informatiche (hardware e software) nonché migliaia di tecnici, di operai meccanici ed edili.

Migliaia di persone con competenze tecniche, supportate però da buone basi teoriche.

Invece di potenziare gli ITS si è puntato a gettare in pasto all’università migliaia di persone che, qualche decennio fa, sarebbero state invece dirottate su percorsi scolastici più brevi e su materie tecniche idonee alla bisogna.

            Questa, una lunga premessa per dire che, anche in Parlamento, sono presenti politici poco preparati e poco idonei a recepire le necessità attuali del paese. Chi non capisce la necessità di far ripartire (con solidi progetti e finanziamenti) il settore dell’edilizia, non dovrebbe essere parlamentare e, tantomeno, ministro.

Chi pensa che le tangenti siano dappertutto e che perciò non si debbano sistemare le strutture pubbliche invecchiate e financo obsolete (autostrade, scuole, ospedali, case di riposo, ambulatori…) andrebbe escluso da responsabilità pubbliche, nazionali-regionali-provinciali e locali. Esattamente il contrario della situazione attuale.

            Analogamente, invece di creare i posti di lavoro detassandone i costi, si è puntato a regalare soldi assistenziali ai nullafacenti ( o a chi lavora in nero) senza obbligare costoro a lavori pubblici organizzati, proporzionali al reddito di cittadinanza stesso.

            Ancora, invece di risolvere/ridurre i problemi dell’evasione fiscale e del 50% degli italiani che ( a ragione o a torto) non  pagano un euro di tasse, si sono minacciate le camere a gas per i 25.000 pensionati pubblici INPS, definiti “ladri ed evasori” non solo dagli estremisti di sinistra ma da tutto il governo giallo-verde (Agosto 2019, DDL D’UVA-MOLINARI). Non riconoscendo ai pensionati alcun ruolo sociale,  si sono taglieggiati  5.300.000 pensionati, castrandone  il recupero inflattivo. Come se esso non fosse già sottostimato (rispetto all’inflazione reale), truccato (per colpa di un paniere “cangiante”) e come se loro, i pensionati, non avessero subito, in dieci anni, una caduta del 20% della loro capacità economica iniziale.

UNA NUOVA PUNTATA

            Dopo i pensionati, ora il governo-gialloverde, se la prende con il CNEL. Sopravvissuto al referendum di Renzi (grazie anche ad una serie di fattori concomitanti), oggi il CNEL è attaccato dal DDL Calderoli, che ne prefigura nuovamente la scomparsa, come “ente inutile”. Il giorno 2 agosto, al Senato, inizierà la discussione su questo DDL, scritto da chi (il dentista Calderoli) non ha la minima idea degli effetti catastrofici che seguirebbero alla scomparsa di questo (piccolo ma importante) organo costituzionale.

            Infatti l’abrogazione del CNEL DETERMINEREBBE la ABROGAZIONE dell’UNICA NORMA di LEGGE che RICONOSCE la RAPPRESENTATIVITÀ nel mondo sindacal-sociale,  determinando, conseguentemente, la CADUCAZIONE di UN IMPIANTO di NORME NAZIONALI e REGIONALI, che identificano compiti e prerogative in capo alle Organizzazioni rappresentate dal CNEL e/o presenti presso il CNEL.

Ogni senatore ha ricevuto un’ampia documentazione relativa all’attività del CNEL.

La leggerà? Oppure applicherà, anche nel caso del CNEL, la solita storia del rapporto costi/benefici? Certo, abolendo il CNEL si risparmiano, in teoria 8 milioni di euro/anno. In teoria perché: il personale CNEL andrà riciclato e pagato; Villa Lubin dovrà essere mantenuta, riscaldata e guardata a vista.

In tempi non sospetti, abbiamo proposto che Villa Lubin diventasse la residenza di Mattarella e che il Quirinale diventasse un museo, con conseguente risparmio di 300-400 milioni/anno.

CHI CONVOCA CHI ?

Nel recente passato, prima Salvini e poi Conte hanno attivato 2 tavoli “istituzionali” (!?) con una serie di sigle sindacali, per parlare del futuro imminente del Paese, a partire dalla manovra finanziaria di autunno.

Ci chiediamo CHI ABBIA PROVVEDUTO A STILARE, in entrambi i casi, LA LISTA dei SINDACATI DA CONVOCARE.

Infatti NON SONO STATI CONVOCATI, nè nell’uno nè nell’altro caso, ALCUNI SINDACATI RAPPRESENTATIVI, come testimoniato dal CNEL e dai dati ARAN.

            E, allora, in che Paese viviamo ? Si invitano i soliti amici o “nemici ex-potenti” (Triplice, Confindustria) e si lasciano a casa altri SOGGETTI, che si preferisce evitare, perché da un anno critici nei confronti di un governo che massacra i dipendenti pubblici e non apprezza i professionisti del mondo del lavoro privato?

Già… CHI TIENE L’ELENCO DEI SINDACATI da INVITARE A PALAZZO CHIGI e al Ministero dell’INTERNO ?

Noi sappiamo la risposta !

È LO SMEMORATO di COLLEGNO il RESPONSABILE DEL MALFATTO !

Ed è recidivo !

Prof. Michele POERIO    Segretario Generale CONFEDIR

Dr.  STEFANO BIASIOLI  Past President CONFEDIR

30/07/19

Ultimo avviso ai pensionati sonnolenti del Triveneto

Cari pensionati che Vi siete appisolati e non avete finora aderito ai ricorsi legali dell’APS-Leonida contro i tagli della Legge 145/2018

VI RICORDIAMO

che la RACCOLTA DEI DOCUMENTI personali per l’azione legale di tutela si esaurirà 

MERCOLEDÌ 31 LUGLIO 2019

Vi invitiamo quindi ad attivarvi.

N.B.

Ad oggi il numero dei ricorrenti supera le 350 unità….

…ABBIAMO PERTANTO BATTUTO OGNI RECORD DI ADESIONE !

per ulteriori informazioni – inviate una e-mail a : LEONIDAPENSIONI@GMAIL.COM

Aggiornamento sui ricorsi pensionistici e varie…

A Tutti gli Iscritti all’APS-Leonida e pensionati INPS del Triveneto.

Per soddisfare la Vostra curiosità, Vi annunciamo che il numero dei ricorrenti contro i tagli pensionistici della Legge 145/2018 (Art. 1 da c. 260 a c. 269) ha raggiunto oggi – nel Triveneto – la ragguardevole cifra di

345 adesioni …. e ne stanno ancora arrivando, giorno dopo giorno…..

abbiamo così battuto ogni record precedente e, il nostro nuovo obiettivo è quello di arrivare a quota 400.

Per chiarezza, 350 adesioni significa: raccolta di tutta la documentazione necessaria per lo Studio Legale Avv. Angiolini e raccolta della relativa quota.

Insomma i 300 di Leonida non sono più 300 ma ben 345 ricorrenti su 1.000 simpatizzanti.

Vi ricordiamo inoltre che la nostra pagina Facebook è frequentata da oltre 50.000 tra followers e visite……

per quanto riguarda le altre azioni legali che rientrano nelle competenze del Forum Pensionati d’Italia e che sono gestite dalla Confedir-Federspev di Roma – il numero delle pre-adesioni alle azioni legali sfiora ad oggi i 2.000 ricorrenti.

COMMENTINO Leonida

In questa Italia, in cui i titolari del Governo gialloverde battibeccano tra di loro come i polli di Renzo, una cosa è certa: i pensionati del Triveneto non si sono fatti abbindolare dalle fake-news di Di Maio & C. e hanno ben recepito i tagli che hanno subito da gennaio 2019 (come recupero) e che continueranno a subire per 3-5 anni, come segno di “invidia” sociale, a fronte di contributi pensionistici versati per 40 anni e oltre…..

MANCATA o PARZIALE rivalutazione delle PENSIONI – Ecco i PESANTI “FURTI” ANNUALI fatti dai vari Governi !!!

I titolari delle c.d. “pensioni d’oro” hanno subito nel periodo 2006-2019 (tredici anni) – a titolo di contributo di solidarietà (= taglio secco) – un “FURTO” MEDIO ANNUO non superiore a 4.000/5.000 euro lordi limitatamente a SEI ANNI.

Però per lo stesso periodo 2006-2019 le pensioni di 8.000/9.000/10.000 euro lordi mensili hanno subìto – a titolo di mancata o parziale rivalutazione dei trattamenti pensionistici in godimento – un ben più pesante “FURTO” MEDIO ANNUO pari rispettivamente a 8.126/9.219/10.312 euro lordi per ciascuno dei TREDICI ANNI, come evincibile dall’ultima colonna dell’allegata tabella!

Ma anche le pensioni di 2.000/3.000/4.000/5.000 euro lordi mensili hanno subito non indifferenti “FURTI” MEDI ANNUI  pari rispettivamente a 913/2.088/3.751/4.847euro lordi per ciascuno dei TREDICI ANNI, come evincibile dall’ultima colonna dell’allegata tabella!

Ed allora, cari pensionati, è giunto il momento che non possiamo più accettare simili taglieggiamenti; è ora di ribellarci a questi propri e veri soprusi da parte di chi è stato chiamato a governarci, utilizzando tutti i rimedi giurisdizionali a disposizione.

APS-Leonida, 16.7.19

Nella TABELLA sottostante:

Quanto hanno ANNUALMENTE perso i PENSIONATI per l’impossibilità di rincorrere il costo della vita, a causa della mancata o parziale rivalutazione riconosciuta negli anni (valori in unità di Euro)

 

 TM = Trattamento minimo

Dati tratti dallInserto Corriere Economicodell8 luglio 2019 (articolo a firma di Alberto Brambilla e Antonietta Mundo, massimi esperti in materia previdenziale assieme a Giuliano Cazzola)

… FATE CAUSA con NOI… UNITEVI ad APS-LEONIDA e al FORUM PENSIONATI D’ITALIA !

Un ricordo per Aldo Fabris

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aldo Fabris era uno di Noi, uno dei Leonida, fin dalla nascita della Nostra Associazione nel dicembre 2013.

Se ne è andato in silenzio lunedì pomeriggio, colpito da quello strano destino che purtroppo si abbatte su molti di Noi pensionati.

Aldo era un Amico che, fino all’ultimo, ha combattuto con Noi contro i taglieggianti alle nostre pensioni. Era un Professionista impeccabile e un Uomo integerrimo.

Vogliamo ricordarlo con il Suo sorriso aperto e con la Sua battuta pronta.

Riposa in Pace Aldo !

Per chi volesse dargli un ultimo saluto, il funerale si terrà a Vicenza, Chiesa dei Carmini, giovedì 11 luglio alle ore 14:45.

PENSIONATI non dormite, SVEGLIATEVI !

Ecco il vero grande “furto” fatto dai vari Governi, dal 2006 in poi !

I titolari delle c.d. “pensioni d’oro” ritengono/sono intimamente convinti che sia il contributo di solidarietà (= taglio secco) il più pesante “FURTO” perpetrato dai vari Governi sui loro trattamenti pensionistici. Taglio secco che, ad es. su una pensione di 10.000 euro lordi mensili, si può mediamente quantificare in un prelievo forzoso di 5.000/6.000 euro lordi annui.

NON È COSÌ !!!

Il vero grande “FURTOè quello legato alla mancata o parziale rivalutazione delle pensioni nel corso dei vari anni come si può desumere dalla attenta e consapevole lettura della tabella sotto riportata. Un vero grande furto che riguarda anche le pensioni di 2.000/3.000/4.000/5.000 euro lordi mensili.

In soli 13 anni, dal 2006 al 2019, come si può constatare e vedere, il furto è pari ad una annualità intera di pensione!!!

Una notizia da sballo, invereconda e vergognosa, passata sotto silenzio da tutti i media.

Pietro Gonella e Stefano Biasioli

Alleghiamo TABELLA

TM = Trattamento minimo

 Considerando che per il periodo 2020-2029 permangano i valori del 2019

Dati tratti dall’Inserto “Corriere Economico” dell’8 luglio 2019 (articolo a firma di Alberto Brambilla e Antonietta Mundo, massimi esperti in materia previdenziale assieme a Giuliano Cazzola)

Commentino Triveneto:

Per fortuna una buona parte dei pensionati INPS ex INPDAP del Triveneto si è svegliata…. ad oggi sono 285 i ricorrenti del Triveneto alle nostre azioni legali 2019. Non male !

Tuttavia Noi puntiamo a superare largamente la “barriera” dei «300»

DECENZA e INDECENZA

Questa torrida estate ha fatto perdere la sinderesi ( = capacità di connettere, di distinguere tra bene e male – Il nuovo Zingarelli ) a parecchie persone.

INDECENZA 

È indecente vedere, per le strade cittadine, uomini e donne abbigliati come se fossero in spiaggia. Uomini con  “canotta” (o torace totalmente scoperto) e infradito. Donne con larghe parti scoperte, anche se l’età e la ciccia incombente richiederebbero una totale copertura, ottenuta con vesti leggere.

Ma è ancora più indecente che, con un siffatto abbigliamento, si entri nelle corsie di un ospedale. Abbigliamento indecente e pericoloso, per sé e per le persone ricoverate, che si vanno a visitare.

Indecenti sono coloroche vanno in ospedale e in ambulatorio senza silenziare il proprio telefonino, causando così disagio e arrabbiature ai sanitari ed ai pazienti.

Indecenti sono quei parlamentari che non rispettano, con un vestiario acconcio, il loro ruolo istituzionale e la (Tanta o poca ?) sacralità delle aule parlamentari.

Indecenti sono coloroche ritengono che una qualunque legge varata dal parlamento possa essere violata  per presunti scopi umanitari o “interpretata da magistrato di turno”.

Risultato ? Sullo stesso argomento e sullo stesso testo legislativo, pareri diversi tra magistrati inquirenti e giudicanti, con risultati “discutibili”, “buffi”, “disorientanti”.

ITALIA PATRIA DEL DIRITTO ?

Ai tempi dei romani, forse. Non certamente oggi.

Si pensi al disastro amministrativo-economico-procedurale della triste vicenda delle banche venete. Si pensi alla eterogeneità delle decisioni della magistratura in tema di migranti, irregolari, economici e  “non politici”.

Si pensi alla presenza di “nuovi schiavi” tra i migranti irregolari, raccolti in campi profughi indecenti (chi si ricorda di CONA ?) e prede facili per i caporali di giornata o per traffici di sostanze illecite.

Si pensi a quanti  immigrati abbiano residenze fasulle, per giustificare l’accesso al nostro sistema sanitario.

Si pensi alle faide “scoperte” all’interno della magistratura.

Si pensi alle migliaia di fascicoli “contro qualcuno o qualcosa”, aperti 1-3-5-10-15 anni fa e lasciati marcire, con continui rinvii,  per la gioia degli avvocati e la incazzatura dei soggetti interessati (siano esse denuncianti o denunciati).

OSPEDALI e TRIBUNALI

Da vecchio medico ospedaliero mi chiedo e Vi chiedo. Perché in Ospedale le cartelle dei malati vanno chiuse alla dimissione e/o dopo il completamento delle indagini e del ciclo di terapia e invece nei Tribunali i fascicoli possono invecchiare, ingiustificati?

Perché, in ospedale, se un Primario non “chiude” una cartella (diagnosi, lettera di dimissione, DRG) la Direzione ospedaliera interviene rapidamente  per “danno clinico ed economico all’Ente” ?

Perché il PRESIDENTE di UN TRIBUNALE o chi per Lui non effettua analoghi controlli operativi sui magistrati del Tribunale stesso?

Nel Servizio Sanitario Nazionale è ormai nota la produttività dei singoli sanitari e delle singole strutture.

Qual è la produttività del sistema giudiziario, in toto e per singolo tribunale?

Lo so, è un tema scottante. Ma non c’è diritto garantito, in assenza di una certezza sui tempi delle azioni legali in essere.

Problema di organico?  Numero basso di magistrati e di amministrativi?

E, allora, che ne è del CRONICO SOTTO-ORGANICO dei MEDICI e dei SANITARI in Italia?

Sempre di più è evidente che, da circa 20 anni, la POLITICA HA FALLITO, IN CAMPO SANITARIO. Ha fallito perché non ha saputo programmare il numero dei professionisti della sanità. Chi scrive ha, durante le trattative all’ARAN per il CCNL 2002-2003  dei medici ospedalieri, ripetutamente previsto la futura carenza dei medici. Inascoltato, purtroppo.

E di tutto si parla, oggi, in Italia (tra i politici e tra i cittadini) tranne della necessità di RIFORMARE il SSN, datato 1978.     1978 !!!

E di tutto si parla, oggi, in Italia, tranne della necessità di modificare pesantemente l’assetto della GIUSTIZIA ITALIANA, per evitare che la giustizia si trasformi in ingiustizia.

L’orizzonte appare molto buio.