Peter Assembergs – «No a capri espiatori sulle liste d’attesa. Troviamo una soluzione»

Articolo di Franco Pepe dal Giornale di Vicenza, 11/06/26, pagina 14 ⇒ GiornalediVi_11.6.26_pag_14

Commento APS-Leonida:

Ci limitiamo a ribadire che questo Direttore Generale non è un maestro di comunicazione né un buon gestore del personale dell’Azienda “Ospedaliera nr 8”, che partendo dai Direttori di Dipartimento e terminando con il personale ausiliario.

Con tutta probabilità non ha neppure una discreta conoscenza dei contratti del CCNL nazionali e degli integrativi regionali che riguardano i Medici Ospedalieri, i Medici di medicina generale e i Pediatri di libera scelta…..

 

A ricordo del Caro Amico Roberto

Oggi ricordiamo che due anni fa ci ha lasciato improvvisamente il nostro caro Amico ed ex Presidente Roberto Mencarelli, pochi giorni dopo l’assemblea del 13/04/2024.

Ovunque Tu sia, sei e resterai un grande Amico e Collega…

ANZIANI in RSA: CHI PAGA?

Le rette delle case di riposo per un anziano “gravemente affetto da Alzheimer o da altra forma di demenza senile” non sono a carico dei parenti ma dello Stato.

Lo hanno stabilito DUE SENTENZE della CASSAZIONE (26.943/2024 e 1.644/2025 – 3a e 4a Sezione) che hanno chiarito che “le prestazioni socio-assistenziali inscindibilmente connesse a quelle a carico del SSN siano soggette al regime di gratuità”.

Insomma l’attività prestata a favore di una persona gravemente affetta da Alzheimer e/o demenza senile è qualificabile come attività sanitaria e quindi è di competenza del SSN.

Infatti le 2 attività (assistenziale e sanitaria) sono congiunte e “risulta impossibile distinguere i rispettivi oneri economici”

Insomma le prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria non debbono essere pagate dai parenti, ma dallo STATO.

Fino ad ora la norma prevedeva la suddivisione dei costi:

  • quelli ASSISTENZIALI (a carico del paziente o dei parenti) e
  • quelli SANITARI (a carico dello Stato).

ORA TUTTO RISULTA A CARICO dello STATO.

BENE…ma, Noi ci permettiamo di porre alcune domande:

  1. Si tratta di un MECCANISMO AUTOMATICO, o si dovrà passare attraverso un’azione legale (Caso di Cornedo-VI- con gli Avv. Lovato e Maule) ?
  2. Lo Stato pagherà attraverso l’INPS (con aumento della spesa assistenziale) o con una specifica voce nel bilancio del SSN ?
  3. Come saranno regolati i nuovi rapporti tra Regione, AULLS e Casa di Riposo ?

In Lombardia , qualcosa si è mosso…Ma in Italia e nelle altre Regioni ?

APS-Leonida

Arretrati sulle pensioni 2023 e 2024, ecco l’ultima sentenza della Consulta

Ipotesi arretrati sulle pensioni definitivamente tramontata, secondo la Consulta non c’è incostituzionalità sulla perequazione 2023 e 2024.

La questione della rivalutazione delle pensioni tiene banco un anno sì e l’altro pure. Ogni gennaio gli assegni si adeguano al tasso di inflazione certificato dall’ISTAT, generalmente calcolato sui primi nove mesi dell’anno precedente. Successivamente, con i dati definitivi anche dell’ultimo trimestre, si procede a un ricalcolo basato sul valore reale dell’inflazione, spesso con il riconoscimento di arretrati se il dato definitivo risulta più elevato di quello stimato.
Le discussioni, però, nascono soprattutto dal meccanismo della perequazione, ovvero l’adeguamento degli assegni a scaglioni e blocchi. Un sistema che spesso penalizza alcuni pensionati e che, non di rado, finisce al centro di ricorsi davanti ai Tribunali, fino al giudizio della Corte costituzionale.

…continua a leggere  investireoggi.it_17.4.26_Ecco lultima Sentenza della Consulta-arretrati pensioni 2023-24

Sentenza C. Cost_52-2026 del 16.4.26

Commento Leonida

“ULTERIORE SENTENZA COPIA-INCOLLA SUI TAGLI ALLA RIVALUTAZIONE DELLE NOSTRE PENSIONI” 

Non poteva finire in modo diverso, in Italia. Ringraziamo di cuore tutti i pensionati che hanno votato NO alla riforma della magistratura, ovvero tutti coloro che hanno favorito la sopravvivenza di una casta con peculiarità e comportamenti unici nel mondo democratico.
Secondo questa magistratura i pensionati pubblici possono essere taglieggiati dalla inflazione, anche se hanno sempre pagato tasse, contributi previdenziali.
Nulla dice la Corte sulla struttura del Bilancio Inps e su uno Stato che regala assistenza e massacra la previdenza.

Domanda irriverente: «ma questi costituzionalisti andranno mai in pensione… e le loro pensioni saranno o no taglieggiate come le nostre…?»

Decreto Milleproroghe. Medici in corsia fino a 72 anni. Ecco l’emendamento del Governo

QUOTIDIANO SANITÀ – 29/01/2026

 Il Governo proroga al 2026 la possibilità per le Asl di trattenere o riassumere medici e sanitari in pensione fino a 72 anni. La misura, a costo zero secondo la relazione tecnica, esclude però incarichi apicali per i professionisti che rientrano in servizio. L’EMENDAMENTO… di Giovanni Rodriquez  da ⇒ QuotidianoSanita_29.1.26_Decreto Milleproroghe-Medici in corsia fino a 72 anni

Commentino di Biasioli e Falsetti:

“Temiamo che modificare un sistema legislativo e giudiziario impostato al buonismo non sia possibile con una semplice legge ordinaria… ma intanto si potrebbe iniziare passo dopo passo…”

“Di certo, quello che è successo a Torino nei giorni scorsi, associato alla decisione di una Gip e al tintugnamento (= adagio adagio, molto adagio, lento pede…) del Governo all’emanazione di un DL che tuteli i cittadini normali dai violenti e dai delinquenti, non promette nulla di buono. Persino la Presidenza della Repubblica si è messa di traverso…”

CUI PRODEST?

A proposito del DDL sul “nuovo SSN”

Come sapete, nei giorni scorsi il governo ha varato un DDL che dovrebbe dare l’avvio alla riforma del SSN (761-833/1978), continuando con l’impostazione che sinteticamente prevede il potenziamento dell’attività territoriale (MMG, Case di Comunità, Ospedali di Comunità etc.), la creazione di super ospedali pubblici e privati a valenza regionale simil IRCS, nonché il potenziamento della digitalizzazione del SSN, incluso un ruolo importante per l’intelligenza artificiale.

Quindi, un programma ambizioso che però ha il piccolo limite di scrivere alla fine del testo: “il tutto a risorse invariate, ovvero con aggiunta di risorse da reperire”. 

In definitiva, nulla di concreto. Di seguito, riportiamo in sintesi i pensieri del Direttivo Leonida sulla questione.

Poche considerazioni

Sulla Delega non possiamo esimerCi dal rappresentare che con  la “Clausola di salvaguardia” risulta lapalissiano che le precedenti descrizioni semantiche di revisione e ammodernamento del modello organizzativo del SSN sono (come al solito) aria fritta.
Con il 6,2% del PIL il SSN, pur innovato (a parole), è già morto, siccome sono morte le CdC tanto sbandierate e propagandate, massicce opere murarie che senza personale , come da Noi indicato 4 anni fa, sono dei veri e propri sarcofagi ospitanti il cadavere decomposto della Sanità Pubblica.
Quanto sopra trova lo “scoperchiamento” dell’ennesimo “ballon d’essai” da parte del presunto innovatore del SSN; al riguardo basti riflettere seriamente sul recente Report di MedioBanca “Come va la spesa sanitaria in Italia”? Non si pretende di avere un aumento di 70-75 miliardi (3% del PIL) per mettersi alla pari con Germania e Francia, ma deve essere non più differibile avere un aumento al 7,2% del PIL (1%del PIL), pari a 23 miliardi, per mettersi alla pari con la Spagna!
Di più non vogliamo dire.
Il CD di APS-Leonida, 15/01/2026

Rivalutazione, come cambiano le pensioni nel 2026

da Itinerari Previdenziali, articolo di Mara Guarino del 05/01/2026

Dall’1 gennaio 2026 verrà riconosciuto un adeguamento delle pensioni all’inflazione pari all’1,4%: ecco in che modo si applica la rivalutazione e come cambia l’importo degli assegni.
Il decreto emanato lo scorso 19 novembre dal Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dispone, a partire dall’1 gennaio 2026 un adeguamento all’inflazione al +1,4% delle pensioni, calcolato in base alla variazione percentuale degli indici dei prezzi al consumo comunicata dall’Istat il 3 novembre scorso.

La rivalutazione è riconosciuta in misura piena, pari al 100% dell’inflazione, per le pensioni di importo fino a 4 volte il trattamento minimo INPS (603,4 euro il valore 2025, destinato a salire a 611,85 euro mensili nel 2026), mentre si riduce progressivamente per gli assegni di importo superiore. Questo lo schema di applicazione:
 •  100% dell’inflazione per le pensioni di importo fino a 4 volte il minimo (1,4%);
•  90% dell’inflazione per le pensioni di importo compreso tra 4 e 5 volte il minimo (1,26%);
•  75% dell’inflazione per le pensioni di importo compreso oltre5 volte il minimo (1,05%)….

… continua a leggere ⇒ ItinerariPrevidenziali_5.1.26_Rivalutazione-come cambiano le pensioni nel 2026_Mara Guarino  

Aticolo di Michele Poerio e Stefano Biasioli, Startmag.it, 7.01.2026: Perequazione 2026: confermato il meccanismo “a scaglioni”, ma incrementi modesti. L’intervento di Michele Poerio, presidente nazionale Federspev, e Stefano Biasioli, segretario nazionale Federspev… continua a leggere ⇒ StartMag_7.1.26_Pensioni, cosa cambia con la perequazione 2026

Nonostante tutto, auguri di Buon Natale e di un sereno 2026!

Come da tradizione, formuliamo per Tutti Voi gli Auguri di rito.

Tralasciando per un attimo la prossima Legge di Bilancio (ma non dimenticando i danni che ci sono stati fatti dalle Leggi di Bilancio 2011-2025 e di quello che avverrà fino al 2032)…

FORMULIAMO a TUTTI VOI i tradizionali AUGURI, nella speranza sincera che il 2026 possa portare un po’ di serenità in Italia, in Europa e nel mondo.

Serenità significa quantomeno una PACE definitiva in Europa e nel Medio Oriente.