PENSIERI in LIBERTÀ… distonie tra cifre e programmi

Pignoli come sempre siamo stati, abbiamo letto con attenzione due recenti documenti governativi dedicati al prossimo futuro economico-pratico del nostro Paese. Si trattava e si tratta del Documento programmatico di Bilancio 2022 (DPB) redatto dal Ministero dell’Economia (una sessantina di facciate) e inviato alla Ue e del DPCM varato (unanimità!) dal Governo nei giorni scorsi, ma pervenuto a Noi e al Cnel solo in forma di “bozza”.

Dal primo, abbiamo tratto alcune tabelle riassuntive (che riportiamo di seguito) e dal secondo abbiamo tratto gli articoli dedicati al SSN (art. 79-97) senza evitare di rimarcare che solo gli art. 79-83 sono abbastanza dettagliati mentre quelli 84-97 sono solo accennati

“…in attesa di verifiche varie…”…

…continua a leggere ⇒ PENSIERI IN LIBERTA_5.11.2021

PENSIONI: cosa bolle in pentola?

27 ottobre 2021

Politica pasticciona (si pensi a come ha gestito e gestisce la pandemia), giornalisti molto spesso inaffidabili, perché o appiattiti sul governo Draghi o dalla memoria corta.

Sì, anche in tema di PENSIONI.

Adesso ci risiamo.

E, allora, ricordiamo alcune verità incontestabili:

  1. 2011 (Fornero + Monti): RIFORMA FORNERO, con eliminazione di qualunque tipo di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. Riforma sbagliata, con alcune centinaia di migliaia di esodati.
  2. Anni 2011-2020: NOVE SALVAGUARDIE per lavoratori bloccati dallo scalone introdotto dalla riforma. Due di queste, fatte dalla stessa Fornero (!), grande “esperta previdenziale”, dicevano.

Noi, che l’abbiamo avuta come consulente sindacale una volta, negli anni novanta, qualche perplessità ce l’avevamo e l’abbiamo. Dovendo scegliere tra la Fornero e Brambilla, butteremmo giù dalla torre la Fornero…

  1. Come FEDERSPeV, CONFEDIR, FORUM PENSIONATI, APS-LEONIDA dal 2011 CONTINUIAMO A CHIEDERE CHIAREZZA nel BILANCIO INPS. Chiarezza significa NETTA SEPARAZIONE tra SPESA PREVIDENZIALE e SPESA ASSISTENZIALE…

… continua a leggere ⇒ Pensioni_cosa bolle in pentola_27.10.21

GREEN PASS SÌ, GREEN PASS NO

23 ottobre 2021

No, non scriveremo di chi vuole  o non vuole fare il green pass.
No, in questo articolo ce la prendiamo contro i “folli” (secondo lo Zingaretti, folle= persona che agisce senza senno e senza raziocinio) che hanno scritto e varato il recente decreto relativo al green pass (indicazioni, direttive, imposizioni varie). Forse ai più è sfuggita – ma a Noi no – una serie di effetti distonici e potenzialmente devastanti del decreto stesso e in particolare dell’Allegato 1.

BREVE RIASSUNTO
Tutto parte dal decreto legge n° 127/2021 che (art. 1, c. 5) prevede il varo di linee guida sul green pass. Su proposta dei ministri Brunetta e Speranza sono state vergate  scritte queste linee guida, approvate poi dalla Conferenza Unificata del 07/10/21. Il tutto ha dato origine a un ennesimo DPCM (12/10/21) inserito poi nella GU n° 246 (14/10/21): è costituito da un solo articolo e dal famigerato Allegato 1.

Il SUCCO delle NORME
Tutti i soggetti che lavorano in strutture pubbliche o private, per lavorare, debbono essere muniti di green-pass (fatti salvi motivi clinici gravi). I dirigenti che non controllino il possesso del green pass o del tampone dei loro dipendenti, vanno sanzionati. I lavoratori che non posseggano o l’uno o l’altro vanno sospesi dal lavoro. Le stesse regole valgono anche per i fornitori delle strutture pubbliche o private.

TUTTO SEMPLICE e LINEARE?
Assolutamente no. Perché i brillanti estensori dell’allegato hanno chiaramente scritto che queste regole non valgono per gli UTENTI. Per la precisione “l’unica categoria esclusa dall’obbligo del green pass e quella degli UTENTI”. !!!!

CONSEGUENZE
Se voglio andare al ristorante (stanze interne) debbo possedere il green pass, altrimenti non entro. Se voglio guidare un autobus devo avere il green pass, ma i passeggeri no.

ANCORA PEGGIO
Molta gente, da quando è scoppiata la pandemia, ha scoperto che l’ospedale è un luogo non solo di cura ma anche un luogo di potenziali infezioni. Ogni ospedale ha decine di ambulatori, essenziali per l’attività ambulatoriale sui pazienti esterni.
Ebbene, medici, infermieri, tecnici sanitari – per lavorare e venir pagati – debbono possedere il green pass.

Invece, CENTINAIA di PAZIENTI AMBULATORIALI potranno accedere quotidianamente in ospedale, SENZA POSSEDERE il GREEN PASS (10% dei pazienti, da una personale statistica). Ebbene, costoro percorreranno corridoi, saliranno in ascensore, andranno nelle sale di attesa (15-45 minuti, se ambulatori specialistici; ore se in Pronto Soccorso), e verranno poi visitati o sottoposti ad indagini strumentali (con varia tempistica).

Chiunque può capire che si tratta di PERSONE a RISCHIO: i pazienti non vaccinati e il personale vaccinato. Si, perché anche il personale vaccinato può infettare o essere infettato (5-10% dei casi, in relazione al grado di copertura vaccinale).
HA SENSO TUTTO CIÒ? O è una SOLENNE CAVOLATA, priva di un minimo di logica?
Si è imposto il green pass per forzare “i refrattari alla vaccinazione” a vaccinarsi. Il risultato è stato parziale, nonostante il cicaleccio delle fonti ufficiali, sempre prostrate davanti a Draghi & C.
Ancora una volta, si è scaricato il problema (vaccinazione) sui soggetti terzi (datori di lavoro e assimilati).
NON si è AVUTA la CAPACITÀ POLITICA di IMPORRE la VACCINAZIONE OBBLIGATORIA e si sono SCELTE STRADINE TORTUOSE e PERICOLOSE.

Già. Ho cercato di spiegarlo, vanamente, a 2 NO VAX CHE HO DOVUTO VISITARE, ieri. 2 no-vax su 20 pazienti; 10%…oggi, ma mi è successo anche martedì e lunedì…
IO ho visitato le 2 pazienti, ho fatto il mio dovere. Ma se fossero state contagiose, quanti pazienti in attesa avrebbero potuto infettare, oltre al Sottoscritto?
Già, vaccinato con Pfizer: seconda dose a fine Aprile (6 mesi fa) e con un titolo anticorpale (IgG anti COVID) calante…

Nessuno ha pensato anche agli aspetti medico-legali di questo fantomatico Allegato 1? Per non parlare di possibili sceneggiate, poco consuete negli ambulatori…

Purtroppo, solo Noi vecchiotti abbiamo avuto lezioni di educazione civica!

 

(Due vaccini Pfizer, 24 tamponi (24), 4 dosaggi seriali degli anticorpi anti Covid)

PNRR e pandemia, Draghi: da “drago” a “lucertola”

Da Redazione:  

Ci scrive il Dottor Stefano Biasioli, endocrinologo e nefrologo, per condividere le sue riflessioni sul PNRR e la gestione della pandemia da parte del premier.

Povero Draghi. È arrivato a Palazzo Chigi per salvare il salvabile. Voluto da Mattarella, come Napolitano aveva voluto Monti. Ma il bocconiano era stato premiato (in anticipo) con un seggio di senatore a vita. Draghi, invece, non ha un posto stabile in parlamento, anche se non ha bisogno certo di prebende accessorie, rispetto a quanto finora maturato nei suoi stratosferici incarichi.

Monti ha portato l’Italia in recessione, obbedendo a regole (anzi “tegole”) euro-tedesche.

Draghi, finora, non ha fatto molto di più o di diverso da Monti.

La differenza sostanziale sta nel PNRR e nella massa di denari che arriva/arriverà in Italia, ma si tratta principalmente di denari a debito. Denari che dovranno essere restituiti, con interessi, e che riceveremo solo se saremo in grado di rispettare le “regole” imposteci dalla UE.

Su tutte, la bufala della rivoluzione verde che, in pochi mesi, ha fatto rincarare del 30 % (12,2 % in una settimana) le quotazioni dell’energia. Prezzo medio di acquisto= 224,16 euro ovvero 0,1352 euro/Kwh. Draghi non ha fatto nulla per controllare i costi dell’energia, per far partire un piano che portasse l’Italia all’autonomia energetica (gas, idrogeno, centrali idroelettriche, eolico, nucleare), tutti temi da cui s’è tenuto distante, per timore delle reazioni degli ambientalisti (quanti voti hanno?) e della sinistra più antiquata.

Draghi non ha voluto rendere obbligatorio il VACCINO ANTI-COVID, perché non ha saputo disfarsi di Speranza e C. E così, da adesso in poi, l’Italia avrà il problema del GREEN PASS e dei TAMPONI a go-go, imposti surrettiziamente ai 6 milioni di italiani no-vax.

Draghi non ha voluto liberarsi della Lamorgese, che accumula errori su errori in tema di immigrazione e di ordine pubblico. Le cronache degli ultimi 6 mesi sono piene di insuccessi della ministra in questione.

Draghi non è stato capace di affermare che vadano colpite tutte le violenze, qualunque sia la loro genesi politica. Si tratti di Forza nuova o dei famigerati Centri sociali o di coloro che occupano (a Roma e altrove) stabili pubblici e privati, senza pagare né il fio né le bollette.

Draghi è stato imposto dalla UE, esattamente come Monti. Dopo mesi di “tranquillità”, ora si trova a dover affrontare la rabbia crescente della gente: inflazione, tariffe in ascesa, poca libertà di movimento, ideologie di riporto, no-vax e si-vax. E che dire del problemino pensionistico?

Ci fermiamo qui… Meditate, gente, meditate.

Link dell’articolo pubblicato su “La Voce dei Medici”

La rivoluzione verde a chi giova?

Non siamo esperti del settore, perché – di professione – facciamo tutt’altro. Ma, vecchietti come siamo e per l’esperienza acquisita, nei decenni, in ambito romano, ci siamo sempre chiesti CHI FORAGGI QUESTO INCUBO MONDIALE: la cosiddetta rivoluzione verde.

In nome di questa fantomatica rivoluzione abbiamo visto ricoprirsi i campi e i tetti di pannelli solari: prodotti in Cina e dintorni, utilizzando il carbone.

Abbiamo visto fastidiose, insistenti e assurde campagne per imporre l’acquisto e la diffusione di auto elettriche, costose e con poca autonomia (per chi, come Noi, macina circa 4500 chilometri al mese). Propaganda a go-go, come se – tra una decina di anni- non ci fosse il gigantesco problema di come smaltire le batterie in questione.

Continuano a circolare vetusti bus e tram a gasolio, con Amministratori comunali incapaci di acquistare mezzi di trasporto a GPL, in attesa di quelli a idrogeno.

Abbiamo visto e vediamo l’Italia circondata da decine di centrali nucleari, vietate in Italia, per motivi sconosciuti. E, così, Noi importiamo elettricità dall’estero, generata con il nucleare, pagandola cara. Perché?

… continua a leggere ⇒ LA RIVOLUZIONE VERDE A CHI GIOVA_13.10.2021     

… e pubblicazione su laVocedeiMedici.it

E allora… chi aveva ragione?

Pubblicato su Startmag.it il 3 ottobre 2021

Pur non essendo virologi/microbiologi/igienisti NOI L’AVEVAMO DETTO.

Modestamente è dall’inizio della pandemia che il Sottoscritto e l’amico Renzo Schiavon (autori di un recente libro sulla Senescenza e sulla Medicina Anti-aging) l’avevamo detto. La patologia da COVID-19 è caratterizzata da un’infiammazione generalizzata multi-organo + vasi.

Da almeno 15 mesi abbiamo detto e scritto che l’approccio del M. Salute e  del CTS  “osservazione e tachipirina” era sbagliato, dal punto di vista concettuale e pratico. Perché? Perché la tachipirina ha una bassa attività antinfiammatoria e non riduce la produzione delle interleuchine.
Nonostante una campagna mediatica (evidentemente orchestrata nel ministero e nei suoi dintorni) che per lunghi mesi ha bocciato come negazionista la posizione di chi era contrario alla tachipirina, adesso – poco per volta- emerge la verità.
Le nostre convinzioni sono oggi supportate da alcuni lavori scientifici, che elenchiamo:
  1. Pandolfi S. e Ricevuti G., sul J. Of Medical Virology hanno dimostrato che il paracetamolo è DANNOSO PERCHÉ RIDUCE IL GLUTATIONE CORPOREO, uno dei principali antiossidanti naturali.Ridurre il glutatione significa compromettere le difese naturali (antiossidanti) contro il virus, ovvero favorirne la  propagazione.
  2. Sestili P. e Fimognari C. erano anch’essi arrivati alle stesse conclusioni: la tachipirina abbassa drasticamente il glutatione;
  3. Remuzzi G. e Suter F. (Aprile 2021, tynyurl.com/42f3w7y…) avevano già dimostrato scientificamente che l’uso dei FANS e dell’aspirina riduceva del 90% la ospedalizzazione, rispetto ai soggetti trattati con tachipirina.
  4. Ebbene, nonostante questi studi, solo il 26 Aprile 2021 le linee guida ministeriali hanno incluso – nelle cure – anche gli antinfiammatori non steroidei (NSAIDs), senza però togliere la tachipirina !
Da ultimo, ricordiamo il farmaco ANAKINRA (finora usato contro l’artite reumatoide) sdoganato da Remuzzi come anti-COVID (riduzione del 55% della mortalità negli ospedalizzati)  ma attaccato con una serie di sceneggiate TV contro Remuzzi e contro  chi lo  proponeva come farmaco attivo contro il COVID. Tant’è….
Martedì sera l’AIFA ha finalmente diffuso un comunicato in cui afferma che, a breve,  l’ANAKIRNA  + 2 immunomodulanti (Baricinitib e Sarilumab) potranno essere usati anche contro il COVID.
E che dire dei monoclonali, usati per Trump e per Monsignor Gristina?
Pochi giorni fa l’OMS ha codificato che funzionano: si tratta di almeno 5 monoclonali dai nomi difficili e di un paio di antivirali. Uno di questi (prodotto dalla Lilly) era stato offerto dalla Ditta – circa un anno fa-  in fornitura gratuita all’Italia, senza essere accettato.
Qualcuno, in Italia, dovrà un giorno rendere conto di queste scelte “ingiustificate”. Oggi, anche se la campagna mediatica continua a mandare segnali diversi, esistono cure appropriate. Adesso ci aspettiamo che il ministero consenta l’utilizzo di tutti questi farmaci, in modo adeguato e tempestivo, nei nuovi ammalati sintomatici. Ma, finora, quante morti sono avvenute, a domicilio, “grazie alla tachipirina e a chi l’ha lungamente supportata” ?

Assemblea APS-Leonida del 25 set. 2021

Sabato 25 settembre, si è riunita a Padova – hotel Four Points – la assemblea dell’Aps-Leonida.
Come potrete trovare tra i documenti del sito, sono stati approvati i bilanci 2019 e 2020 ed è  stata fatta, da parte del Presidente Mencarelli, una ampia disamina sul recente passato e sulle iniziative da intraprendere a difesa dei dirigenti pensionati.
Interessante e utile la discussione successiva, con interessanti suggerimenti per le azioni future.
Auspicio concreto: versare  il 5 per mille a favore dell’Aps-Leonida, Codice Fiscale: 93278600239
“Concretezza e attenzione”  questo il motto in tempi di Covid.

SALUTE & RICERCA – Io, medico vaccinato e con green pass, dico: serve più chiarezza sui dati

Il post di Stefano Biasioli, endocrinologo e nefrologo, medico in pensione.

Mi sono vaccinato (Pfizer, 2 dosi tra marzo e aprile) perché sono anzianotto e perché soggetto a rischio, sia per l’anamnesi (intervento 3 anni fa per patologia prostatica non benigna) e per l’attività medico-specialistica, proseguita dopo il pensionamento, anche nei mesi del Covid.

Mi sono vaccinato e ho il Green pass. Ma ho fatto di più: ho controllato il livello degli anticorpi IgG anti Covid sia prima che durante e dopo la vaccinazione. I livelli anticorpali sono stati: 32 (prima della prima dose); 352 (3 settimane dopo la prima dose); 1356 (3 settimane dopo la seconda dose); 530 (dopo altre 3 settimane).

Ho il Green pass, che in teoria dovrebbe essere valido fino a fine anno, ma nessuno mi ha chiesto nulla sulle IgG specifiche. Quindi ho tanti dubbi.

… continua a leggere si Start Magazine

Decisione politica?

L’Aifa ha deciso che ci vuole la terza dose di vaccino.
Lo ha deciso senza attendere il parere della EMA (Agenzia Europea) e senza valide basi scientifiche.
Pensavamo che con Palù l’Aifa potesse diventare una agenzia affidabile. PURTROPPO NON È  COSÌ.
Vogliono rivaccinarci tutti, senza valutare il livello dei nostri anticorpi IgG anti Covid.
Una decisione politica come il green pass.
Non una decisione scientifica.
La pensa così anche Montagnier,
Uno molto più  preparato di Speranza, ministeriali e consulenti vari del citato ministro.