Programma elettorale: “SANITÀ CENERENTOLA”

Forse il centro-destra vincerà la lotteria elettorale del 25 settembre.

Forse, perché recenti (Renzi docet) e lontane (la gioiosa macchina da guerra di Occhetto) vicende insegnano ad essere prudenti nelle previsioni. In Italia “del doman non c’è certezza”.

Comunque sia, data per scontata la tematica sinistroide a favore di minoranze e di ideone non realizzabili, data la crisi mondiale e europea, ci si domanda perché nel programma del CENTRO-DESTRA, tra i quindici punti, non ce ne sia uno significativo dedicato alla SANITÀ.

La prolungata pandemia ha dimostrato in modo inequivocabile che QUESTO SISTEMA SANITARIO ITALIANO è VECCHIO e INADATTO ai BISOGNI SANITARI ATTUALI.

Quelli legati alle pandemie ricorrenti ma – soprattutto – ad una popolazione che INVECCHIA e che è fatta di milioni di italiani soli, malati o malaticci, con difficoltà di accesso alle cure per scarsa mobilità (personale e automobilistica) e per inadeguatezza informatica.

Anche i sassi sanno che OGGI mancano in Italia almeno 120.000 medici e 35.000 infermieri.

Se è così, nel PROGRAMMA del CENTRO DESTRA avrebbero dovuto inserire un PUNTO FONDAMENTALE: UNA RIFORMA UNIVERSITARIA in cui l’università fosse costretta ad adeguare i suoi programmi di accesso agli studi alle RICHIESTE del MERCATO.

Nello specifico, ELIMINAZIONE del NUMERO CHIUSO a MEDICINA, con blocchi successivi al 2° e al quarto anno di laurea.

Ancora, una PROGRAMMAZIONE delle SPECIALITÀ articolata sulle carenze reali di specialisti.

Ancora, una PROGRAMMAZIONE REGIONALE della MEDICINA GENERALE, con passaggio alla dipendenza dei nuovi medici territoriali.

Poche, ma chiare proposte. Per rompere il GUSCIO della CORTECCIA SANITARIA risalente al 1978.

 Stefano Biasioli  – 16 agosto 2022, ore 09:00

 

 

NB) “Certo, potreste dirmi che il punto 7 del programma del centro destra parla di sanità.
Si ma lo fa in modo generico – come quello dei 5S – ma senza toccare il punto cruciale: le regole universitarie per accedere a medicina e alle specialità…

Verso le elezioni – I calcoli da aggiungere al programma economico del centrodestra

Di Giuseppe Pennisi da il Sussidiario.net – 9 agosto 2022

Il centrodestra ha quasi definito il suo programma elettorale, anche sul piano economico. Resta da definire l’impatto sul debito pubblico.

Il primo programma elettorale presentato in vista delle prossime votazioni è quello del centrodestra. Il primo documento che è stato diffuso dalle agenzie la sera del 4 agosto è una bozza in 15 punti che copre gli elementi essenziali. L’idea è che fino al 15 agosto ci sarà una breve fase di discussione con gli elettori (iscritti ai partiti della coalizione, simpatizzanti, indecisi e – perché no? – cittadini usi a votare per le varie forme di centrosinistra e sinistra), Successivamente, i leader della coalizione (che sono stati, tuttavia, coinvolti sin dall’inizio) daranno un ultimo ritocco e il giorno della ricorrenza dell’Assunta presenteranno in pompa magna il documento….

… continua ⇒ Sussidiario_versoleElezioni_Pennisi_9.8.22

COMUNICATO STAMPA

Il Decreto Aiuti bis 2022, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, stabilisce la rivalutazione anticipata da ottobre 2022 nella misura del 2%, limitatamente alle pensioni di importo mensile pari a 2.692,00 euro lordi, corrispondenti all’importo annuo di 34.996,00 euro lordi.
Pertanto sono escluse per ora tutte le pensioni superiori ai suddetti importi.
Dall’1 gennaio 2023 saranno rivalutate le stesse suddette pensioni sulla base del tasso di inflazione che sarà stabilito dall’ISTAT (al momento vicino all’8% per cento) detratta, ovviamente, la suddetta percentuale anticipata del 2%.
Per le pensioni superiori agli importi di cui al primo capoverso non è dato conoscere l’orientamento del Governo (futuro). Saranno applicati i tre scaglioni  del 2022, cioè 100%-90%-75% o i sette scaglioni del 2019 e 2020?
Seguiremo l’evolversi della situazione, dandone comunicazione tempestiva agli iscritti.

Pietro Gonella
Centro Studi FEDER.S.P.eV.

P.S.
Nel 2022 le pensioni sono state rivalutate del tasso inflattivo dell’1,7% provvisorio. Essendo il tasso definitivo dell’1,9%, nei prossimi mesi verranno effettuati i conguagli per lo 0,2% con decorrenza dall’1 gennaio 2022 (con arretrati quindi), sempre applicando i tre scaglioni 100%-90%-75% a seconda degli importi dei trattamenti pensionistici in godimento.

COMUNICATO STAMPA Leonida_5.8.22

Governo: soldi a lavoratori e pensionati?

…. articolo di L. Sbarra e M. Bussoni da ⇒ Stampa_28.7.22_pag_1-2

Nostro commentino:

Vedremo a giorni il testo definitivo del Provvedimento Governativo.

Per l’ennesima volta dobbiamo però rimarcare che anche il Draghi 1, come tutti i governi dal 2011 in poi, ha ancora una volta interloquito solo con la triplice confederale, bypassando tutte le altre Confederazioni autonome, ancora una volta non considerate “degne” di essere convocate!

L’OPUS MACCARONICUM

di Vincenzo Olita da Società Libera online

È la seconda occasione in cui mi servo di un titolo plagiato che rende plastico il mio pensiero e immediatamente fruibile il nocciolo della narrazione.

Tra il XV il XVI secolo, vide la sua massima espressione il latino maccheronico come vero e proprio stile letterario, utilizzato dal potere dotto per rendere più garbata e accessibile la lingua ufficiale simbolo d’intellettualità. L’estensivo e gratificante uso popolare spinse, però, a conferirgli una connotazione burlesca che finì nel caratterizzarlo come linguaggio confuso, contraddittorio, dalle svariate interpretazioni che segnò una divaricazione, anche linguistica, tra strati sociali.

Il monaco benedettino Teofilo Folengo nel 1517 pubblicò l’Opus Maccaronicum, in latino maccheronico, appunto, un lavoro di grande successo contenente diversi poemi con molti effetti caricaturali tra cui la Moscheide che racconta il conflitto tra le mosche e le formiche.

Una ruffiana e falsamente amichevole cinquecentesca classe dirigente, nell’impapocchiare il popolo ne resta sostanzialmente impapocchiata, nel senso che sarà proprio il suo linguaggio a essere sopraffatto e pian piano sostituito dal volgare, dal latino vulgus proprio del popolo, anche se è corretto evidenziare che il declino del latino classico era iniziato già al tempo di Carlo Magno…

… continua ⇒ SocietaLiberaonline_OpusMaccaronicum_28.7.22

 

Lo scherzo è finito male ma forse è un bene…

di Alessandro Sallusti… 

Lo scherzo è finito male, Mario Draghi si è schiantato in Senato dimostrando ancora una volta di non essere un politico, il suo governo finisce qui e pure la legislatura.  Un po’ il premier se l’è cercata – c’è chi dice voluta e cinicamente costruita per vendetta alla sua mancata elezione al Colle – con il suo intervento “sono qui solo perché gli italiani me lo chiedono” stile Marchese del Grillo (“io sono io e voi…”)… ⇒ Libero_21.7.22_pag_1

«Graffio» di Lenin – DRAGHI CHI?

di Stefano Biasioli, 20/07/2022, ore 10:40

Siamo troppo vecchi e scafati da un’esperienza sindacale durata più di 40 anni, per non aver previsto le mosse di Draghi. In una settimana è passato dalle DIMISSIONI IRREVOCABILI a una chiara sceneggiata gesuitica. Semplifichiamo.
Ha plasticamente rammentato per 30 minuti quanto di buono ha fatto il Suo governo finché è stato coeso, prima di essere danneggiato dai problemi sollevati – negli ultimi mesi – da una serie infinita di “mal di pancia e di ostacoli”.
Non ha mai citato i 5S, non ha mai citato la Lega, non ha mai citato i “suoi” ministri e il comportamento distonico di molti di loro.
Ha elencato una serie di cose da fare (per rispettare tempi e modi del PNRR), una serie di leggi  (riforme dei processi, riforme tributarie, riforme del fisco) iniziate e da completare. Ha ribadito che l’Italia deve essere a pieno titolo nella UE, facendo chiaramente capire il ruolo del suo personale prestigio.
Ha parlato di agenda sociale, di legge di bilancio senza scostamenti, di ridurre il carico fiscale sui lavoratori, di rinnovare i CCNL, di rivedere il reddito di cittadinanza e il 110%, di riformare le pensioni, di sistemare la crisi energetica (anche contro il volere delle comunità locali…).
Insomma ha delineato un PROGRAMMA di GOVERNO non per i prossimi 8 mesi, ma per i PROSSIMI 10 ANNI.
Ha rivendicato gli appoggi recenti della comunità civile (Sindaci, Confindustria, Bambini, Sindacati) e ha – nei fatti – contrapposto la CONFUSIONE PARLAMENTARE a QUESTA VOLONTÀ POPOLARE.
I Senatori, che nulla hanno capito, lo hanno ripetutamente applaudito. Esattamente come, qualche mese fa, avevano applaudito il Mattarella bis.
Ma, LUI – gesuiticamente – ha posto loro una domanda carogna: “Senatori, Parlamentari… SIETE PRONTI A QUESTO NUOVO PATTO PER UN GOVERNO COESO e NON di FACCIATA? Le risposte non dovete darle a me, ma al PAESE !”.
Già, un TECNICO SENZA MACCHIA e SENZA VOTI ha bacchettato i quasi mille eletti dal Popolo! Come finirà? A TARALLUCCI e VINO.  Con un governicchio che sopravvivrà fino alle elezioni.

Questa politica è diventata un affare privato

di Vittorio Feltri… 

Nonostante la nostra Costituzione definisca il presidente del Consiglio primus inter pares, rendendo in tal modo la sua figura omogenea rispetto ai suoi ministri, dunque non gerarchicamente superiore, e stabilisca altresì che la fiducia delle Camere è votata al governo nel suo complesso, sulla base e in considerazione del suo programma, e non alla persona del premier, nella prassi si è imposta una applicazione, o visione, distorta di queste regole e procedure, evidentemente in queste ore più che mai. La gente scende in piazza per sostenere Draghi e non il governo… ⇒ Libero_20.7.22_pag_1-6

INPS: “Una pensione sotto i 1000 euro al mese per il 32% de pensionati”

Da Agenzia Ansa.it

Presso la Sala della Regima di Montecitorio si è tenuta la presentazione del XXI Rapporto annuale InpsHa illustrato il Rapporto il presidente dell’ente previdenziale, Pasquale TridicoSono intervenuti il ministro del Lavoro, Andrea Orlando e il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato. Ha partecipato anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

… continua a leggere ⇒ Ansa_su XXI rapporto INPS al 11.7.22l

L’INK per scaricare il XXI Rapporto Annuale INPS 2022

Una proposta innovativa per separare l’assistenza dalla previdenza

… da startmag.it di Pietro Gonella, 9 luglio 2022

L’intervento di Pietro Gonella, già coordinatore dei direttori generali delle Asl venete.

Se, in Italia, c’è una scarsa conoscenza delle “stato”  della PREVIDENZA PUBBLICA (INPS) lo si deve al fatto che solo riviste specializzate pubblicano e commentano le regole generali dell’INPS e i conteggi corretti (entrate/ uscite) della previdenza stessa, separandone gli aspetti previdenziali “puri” da quelli assistenziali. Partendo dai concetti di GPT (gestione prestazioni temporanee) e di GIAS (gestione interventi assistenziali), Gonella ha ribadito il CONCETTO FONDANTE della FEDERSPeV e dell’APS-LEONIDA, ossia che – nel bilancio INPS- vadano chiaramente DISTINTE le VOCI PREVIDENZIALI PURE da QUELLE ASSISTENZIALI. Distinzione di voci e di conteggi economici (entrate ed uscite)…

… continua a leggere ⇒ PropostaInnovativaperseparareAssistenzadaPrevidenza_STARTMAG