MANOVRA 2022 – Il tallone d’Achille che nemmeno i sindacati hanno visto

di Giuseppe Pennisi, 02/11/2021 da ilsussidiario.net 

I sindacati non hanno visto accolte le loro richieste sulle pensioni nella Legge di bilancio. Probabilmente avrebbero dovuto insistere su un altro importante tema.

I sindacati mugugnano per la metodica e i contenuti del disegno di Legge di bilancio, il cui testo (al momento in cui viene redatta questa nota) è ancora in fase di limatura. Non hanno proclamato lo sciopero generale, ma solo una mobilitazione, anche perché con piccole concessioni in materia di richieste sulle pensioni e sugli ammortizzatori sociali il Governo li ha spiazzati. Uno sciopero generale sarebbe stato difficilmente comprensibile all’opinione pubblica e ai loro stessi iscritti. Avevano lanciato la proposta di “un patto per il lavoro”, ribadita anche nella manifestazione del 23 ottobre a piazza San Giovanni a Roma….

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LEGGE DI BILANCIO: I SINDACATI SCONTENTI MA PER LE RAGIONI SBAGLIATE

articolo di Giuseppe Pennisi da ilsussidiario.net

I sindacati mugugnano per la metodica ed i contenuti del disegno di legge di bilancio, il cui testo (al momento in cui viene redatta questa nota) è ancora in fase di limatura. Non si sa ancora se verrà proclamato il minacciato sciopero generale anche perché con piccole concessioni in materia di richieste sulle pensioni e sugli ammortizzatori sociali, il Governo li ha spiazzati. Uno sciopero generale sarebbe difficilmente comprensibile all’opinione pubblica ed ai loro stessi iscritti. Avevano lanciato la proposta di “un patto per il lavoro”, ribadita anche nella manifestazione del 23 ottobre a Piazza San Giovanni a Roma. Non contavano su un rilancio della “programmazione concertata” simile al “patto di San Tommaso” concluso nel 1993, ai tempi del Governo Ciampi, nonostante lo stesso Segretario del Partito Democratico (uno degli azionisti di rilievo del Governo) Enrico Letta vi avesse fatto più volte riferimento. Sanno che, a tempi dell’integrazione economica internazionale e dell’economia dell’incertezza, l’unica programmazione pluriennale fattibile è quella del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) già negoziato con l’Unione europea. Speravano, però, in qualcosa di più di un incontro con il Presidente del Consiglio che ascoltate le loro proposte, le ha in gran misura archiviate.

A mio avviso, hanno sbagliato il cavallo su cui hanno puntato per avere più voce in capitolo di quanto ne abbiano effettivamente avuta. Si sono inseriti nel dibattito sulle pensioni, sulla transizione da “Quota 100” per proporre non un percorso per tornare al sistema contributo quale definito nel 1995 (se del caso con qualche modifica) ma una riforma complessiva del sistema previdenziale (42 ani e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne) senza neanche quantizzarne i costi e specificare quali gruppi ne avrebbero tratto vantaggio e quali sarebbero stati penalizzati. Per bocca del Segretario della Cgil, Maurizio Landini, hanno anche chiesto il superamento del sistema contributivo che, a suo parere, sarebbe in vigore solo in Cina. È stato facile argomentare che tale proposta (se non meglio articolata) avrebbe avvantaggiato soprattutto i lavoratori di genere maschile del Nord a scapito della collettività in generale e soprattutto delle future generazioni. Il Presidente del Consiglio ha avuto buon e facile gioco nel dire che l’obiettivo era “il ritorno alla normalità” (ossia al sistema contributivo quale definito dal Governo Dini e aggiornato dal Governo Monti) per effettuare successivamente modifiche…

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…Nostro commento all’articolo di Pennisi

Condividiamo al 90% questo scritto dall”amico Giuseppe… su pensioni acquisite e spesa assistenziale continuiamo a essere più critici di Lui!
Le tabelle governative contrastano con le promesse governative di questi giorni.
Girano bugie… con i giornalisti adoranti Draghi…

MANOVRA – Quei tagli a spese e promesse che risparmiano solo il Reddito di cittadinanza

Articolo di Natale Forlani, 29.10.2021
Con la Legge di bilancio sono state ridimensionate le aspettative sulla spesa assistenziale. Salvo che per il caso specifico del Reddito di cittadinanza.
Rispetto dei tempi e rigore sui limiti della spesa. Su questo binomio la proposta per la nuova Legge di bilancio approvata dal Consiglio dei ministri intende marcare il passaggio dagli interventi messi in campo per sostenere le imprese, i lavoratori e le famiglie durante l’emergenza Covid, alle iniziative rivolte a consolidare la ripresa economica….
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REDDITO DI CITTADINANZA/ La spesa (a fini elettorali) che fa crescere il lavoro nero
Articolo di Natale Forlani, 27.10.2021
Ieri l’Inps ha diffuso i dati relativi al Reddito di cittadinanza aggiornati a settembre. Dati che devono far riflettere sulla misura.
I numeri dei beneficiari del Reddito e della Pensione di cittadinanza (di seguito Rdc e Pdc) continuano a crescere nonostante la ripresa dell’economia e dei posti di lavoro. L’osservatorio statistico dell’Inps ieri ha comunicato che, nel corso primi 9 mesi del 2021, hanno beneficiato dei sostegni circa 1,680 milioni di nuclei familiari con 3,730 milioni di componenti, per un importo medio dell’integrazione al reddito di 578 euro mensili per il Rdc, e di 270 euro per le 160 mila famiglie che hanno ottenuto la Pdc…
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Kant, Rawls e il green pass

Di Giuseppe Pennisi, 25/10/2021 – articolo su formiche.net

Per comprendere la logica di chi manifesta in piazza contro il certificato vaccinale è utile guardare a due pensatori: Immanuel Kant e John Rawls. Giuseppe Pennisi spiega perché il green pass è l’unica soluzione possibile per proteggere i più deboli

Le cronache ci dicono che mentre la minoranza rumorosa dei no vax , associata con black bloc, centri sociali, neo-nazi e neo/post-comunisti, mettono a soqquadro Trieste ed altre città, negli ospedali 1444 operatori sanitari si sono infettati negli ultimi trenta giorni; non si sa quanti pazienti che sono dovuti andare in ospedale per altre patologie (da malattie oncologiche a fratture causate sulle scale di casa) si sono infettati pure loro. I medici sono vincolati – si dice – dal giuramento di Ippocrate, così come i preti dall’obbligo di assistere tutti coloro che cercano Dio. In effetti, solamente le Chiese sono esentate, come gli ospedali, da richiedere il green pass.

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Il tormentone annuale delle pensioni. Ma la strada è solo una

Di Giuseppe Pennisi 23/10.2021

Invece di baloccarsi con una galassia di Quote e di sigle, si pensi a un sistema per i nostri figli e nipoti e si inseriscano eventuali toppe in una visione complessiva. Con una pensione con requisiti essenzialmente di età e finanziata dalla fiscalità, oltre che considerando i contributi versati, ma anche l’opzione complementare/integrativa basata su fondi privati.

Non c’è pace per i pensionandi si potrebbe dire mutuando dal titolo “Non c’è pace tra gli ulivi” di Giuseppe De Santis, film che nel lontano 1950 lanciò Raf Vallone e Lucia Bosé. Si pensava di avere risolto i problemi previdenziali con la «riforma Dini» che nel 1995 aveva sostituito il sistema retributivo per il computo delle spettanze con il sistema contribuivo – un metodo che scrisse allora l’economista Sandro Gronchi incorporava un “pilota” automatico” che avrebbe corretto squilibri senza richiedere altre riforme. Un riassetto analogo del sistema previdenziale veniva allora legiferato in Svezia. Non mi sembra che nel nordico Paese dove ora regna Carlo XVI Gustavo ci sia ogni anno un tormentone pensionistico analogo a quello che si verifica in Italia quando si deve approntare la legge finanziaria per il prossimo esercizio.

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Quell’intreccio tra manovra e regole europee

La possibile revisione dei vincoli europei, oggi all’esame dell’Ue, imporrà in ogni caso al Documento programmatico di bilancio ora e alla manovra poi di tenere ben sotto occhio i saldi. L’analisi di Giuseppe Pennisi

Tre documenti distinti di fonti e di origini differenti meritano di essere letti insieme per dare un senso alla manovra di finanza pubblica in fase di messa a punto. Il primo, non ancora approvato dal Consiglio dei Ministri mentre si scrive questa nota (sarà probabilmente disponibile in serata), è il Documento programmatico di bilancio (Dpb) in cui si delinea la strategia di bilancio per i prossimi tre anni articolando in programmi puntuali i contenuti della Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (Nadef).

Il secondo è la Comunicazione della Commissione europea, inviata agli Stati membri ieri 18 ottobre, sulle regole per il funzionamento dell’Unione monetaria quando si sarà considerato superato lo stato di emergenza che ha portato alla sospensione del Patto di crescita e di stabilità (Pcs). Il terzo infine è uno studio sul debito pubblico pubblicato il 16 ottobre dall’Osservatorio dei Conti Pubblici dell’Università Cattolica….

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Mance di Stato…

Ma a Palazzo Chigi ha preso il timone la solita sinistra post comunista?

Immigrazione incontrollata, riforma del catasto che apre la porta a una patrimoniale, quota 100 affossata, soldi al reddito di cittadinanza, blocco licenziamenti, esuberi Alitalia in cig. Democrazia liberale non pervenuta.

…articolo di Maurizio Belpietro su ⇒ Verità_17.10.21_pag_3

PNRR e pandemia, Draghi: da “drago” a “lucertola”

Da Redazione:  

Ci scrive il Dottor Stefano Biasioli, endocrinologo e nefrologo, per condividere le sue riflessioni sul PNRR e la gestione della pandemia da parte del premier.

Povero Draghi. È arrivato a Palazzo Chigi per salvare il salvabile. Voluto da Mattarella, come Napolitano aveva voluto Monti. Ma il bocconiano era stato premiato (in anticipo) con un seggio di senatore a vita. Draghi, invece, non ha un posto stabile in parlamento, anche se non ha bisogno certo di prebende accessorie, rispetto a quanto finora maturato nei suoi stratosferici incarichi.

Monti ha portato l’Italia in recessione, obbedendo a regole (anzi “tegole”) euro-tedesche.

Draghi, finora, non ha fatto molto di più o di diverso da Monti.

La differenza sostanziale sta nel PNRR e nella massa di denari che arriva/arriverà in Italia, ma si tratta principalmente di denari a debito. Denari che dovranno essere restituiti, con interessi, e che riceveremo solo se saremo in grado di rispettare le “regole” imposteci dalla UE.

Su tutte, la bufala della rivoluzione verde che, in pochi mesi, ha fatto rincarare del 30 % (12,2 % in una settimana) le quotazioni dell’energia. Prezzo medio di acquisto= 224,16 euro ovvero 0,1352 euro/Kwh. Draghi non ha fatto nulla per controllare i costi dell’energia, per far partire un piano che portasse l’Italia all’autonomia energetica (gas, idrogeno, centrali idroelettriche, eolico, nucleare), tutti temi da cui s’è tenuto distante, per timore delle reazioni degli ambientalisti (quanti voti hanno?) e della sinistra più antiquata.

Draghi non ha voluto rendere obbligatorio il VACCINO ANTI-COVID, perché non ha saputo disfarsi di Speranza e C. E così, da adesso in poi, l’Italia avrà il problema del GREEN PASS e dei TAMPONI a go-go, imposti surrettiziamente ai 6 milioni di italiani no-vax.

Draghi non ha voluto liberarsi della Lamorgese, che accumula errori su errori in tema di immigrazione e di ordine pubblico. Le cronache degli ultimi 6 mesi sono piene di insuccessi della ministra in questione.

Draghi non è stato capace di affermare che vadano colpite tutte le violenze, qualunque sia la loro genesi politica. Si tratti di Forza nuova o dei famigerati Centri sociali o di coloro che occupano (a Roma e altrove) stabili pubblici e privati, senza pagare né il fio né le bollette.

Draghi è stato imposto dalla UE, esattamente come Monti. Dopo mesi di “tranquillità”, ora si trova a dover affrontare la rabbia crescente della gente: inflazione, tariffe in ascesa, poca libertà di movimento, ideologie di riporto, no-vax e si-vax. E che dire del problemino pensionistico?

Ci fermiamo qui… Meditate, gente, meditate.

Link dell’articolo pubblicato su “La Voce dei Medici”