Articolo di Gianni Trovati sul Sole24Ore del 3/11/2026
Dare-avere. La riduzione d’imposta copre poco più di metà del sacrificio da indicizzazione a 50-60mila euro poi impatto giù verso il 30%. Colpiti 1,15 milioni di contribuenti sui 3,3 milioni interessati dal taglio fiscale…
…continua a leggere ⇒ Sole24Ore_3.11.26_pag_3_Pensioni-sconto Irpef azzerato per il 35% del ceto medio
In sintesi:
1. Effetto combinato Irpef-Rivalutazione
La Manovra 2027 ha introdotto un taglio dell’Irpef orientato al ceto medio, ma al contempo ha ridotto l’indicizzazione delle pensioni rispetto all’inflazione.
Il vantaggio del taglio fiscale agisce solo sui redditi da pensione superiori a una determinata soglia (es. 50 mila euro), mentre la stretta sulla rivalutazione (deindicizzazione) scatta molto prima (già sopra i 33 mila euro lordi/anno, circa 2.447 euro al mese).
2. Perdita netta per il 35% dei pensionati del ceto medio.
A causa del mancato recupero dell’inflazione, circa 1,71 milioni di pensionati vedono il beneficio del taglio Irpef interamente prosciugato o vanificato dai tagli alla perequazione.
Per questa fascia, lo sconto Irpef rappresenta solo un “risarcimento parziale” che non compensa la perdita del potere d’acquisto. Ad esempio, a un livello di reddito annuo di 50 mila euro, si stima una perdita netta complessiva di circa 798 euro.

