Questo non è giornalismo ma un mestiere sporco con l’obiettivo di infangare

Da Il Giornale, Sezione: Editoriali – 07/01/2026

Non sono più colleghi che sbagliano, siamo al depistaggio professionale di servizio pubblico (la Rai) praticato con metodo e perseverante indifferenza per gli esiti storici e giudiziari, e non perché Report sbagli pista, ma perché, da anni, costruisce dolosamente dei racconti paralleli che se ne fottono di sentenze e archiviazioni e servono una sola funzione: spostare l’attenzione, allontanarla dalla verità accertata, portarla in un altrove nebuloso che è abitato da ombre e mandanti esterni e piste nere eternamente riaperte. Non sono errori, è premeditazione. E un mestiere che col giornalismo non c’entra nulla…

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I nomi, i soldi, le case e le società: le immobiliari italiane filo-Hamas – I soci, le case, i soldi Ecco le società immobiliari italiane vicine ad Hamas

Articolo di De Gese Francesco e Laghi Tonino da: La Verità 30/12/25

Il principale fundraiser della presunta cellula italiana di Hamas è un personaggio chiave della vicenda che ha portato in carcere nove persone accusate di essere esponenti o, comunque, sostenitori attivi dell’organizzazione jihadista. E per capirlo basta approfondire la sua storia. Stiamo parlando di Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa, finito in manette.

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Doppio allungamento dell’età pensionabile. Dalle assicurazioni i fondi per le imprese.

Articolo di Marco Mobili e Gianni Trovati da:
Il Sole 24 ore del 17/12/25 pagina 4

Manovra. Anticipo da 1,3 miliardi dalle compagnie per coprire Transizione 4.0, 532 milioni alla Zes Unica del Sud e iperammortamento fino al settembre 2028. Al caro materiali 1,2 miliardi nel 2026-27, 300 milioni in due anni al Piano casa.

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Alberto Brambilla – “Troppi eccessi di assistenzialismo. Così si penalizza chi versa i contributi

Da La Stampa del 23/12/24, articolo di Paolo Baroni

Positivo che sia rimasta l’adesione automatica dei neo assunti alla previdenza complementare, capisco la decisione di ampliare la platea delle imprese chiamate a trasferire ilTfr all’Inps ma è una scelta che non mi convince, serve solo a garantire un po’ di coperture», sostiene Alberto Brambilla presidente  del Centro studi Itinerari Previdenziali. Che ora punta il dito contro gli eccessi di assistenzialismo del nostro sistema previdenziale, contro quei 150mila italiani che in media ogni anno ottengono la pensione a spese della collettività, “quasi a sbafo”, non avendo versato contributi o avendone versati troppo pochi…

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