Medici fino a 72 anni anche nel 2026: la proroga nel Milleproroghe divide

pmi.it – Articolo di Teresa Barone, 19/01/2026

Medici in servizio fino a 72 anni per tutto il 2026: cosa prevede l’emendamento presentato al decreto Milleproroghe e il commento di Anaao Assomed.
Un emendamento al decreto Milleproroghe punta a prorogare anche per il 2026 la deroga che consente ai medici di restare in servizio fino a 72 anni, rinviando l’uscita dal lavoro oltre i limiti ordinari di pensionamento. La misura, già applicata negli anni precedenti, viene riproposta per far fronte alle carenze di organico nel Servizio Sanitario Nazionale.

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4 articoli: Corte Conti, in Veneto spesi 52 milioni nel 2024 per liste d’attesa in sanità; SSN La C.C, spesa stabile su Pil, criticità e divari territoriali; Sanità: +6,3 mld rispetto al 2025 ma…; Sanità non equa per le differenze tra regioni e spesa privata.

Agenzia Ansa – 19 gennaio 2026

La regione best performer italiana, ‘ma carenze di personale’

Corte Conti, in Veneto spesi 52 milioni nel 2024 per liste d’attesa in sanità

Nell’esercizio 2024 il Veneto ha usato 52 milioni di euro per il recupero delle liste d’attesa, destinando tali risorse all’acquisto di prestazioni da privati accreditati e al finanziamento delle prestazioni aggiuntive del personale medico e del comparto. Nel 2023 l’importo massimo destinato dalla Regione allo stesso scopo era pari a 29,2 milioni, di cui 4,4 usati nel 2024. Lo rileva la sezione autonomie della Corte dei Conti, nella Relazione al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali.

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inoltre ⇒ Ansa.it_19.1.26_SSN-la Corte dei Conti-Spesa stabile su Pil-criticita e divari territoriali

ilsussidiario.net  – 19/01/2026 – Articolo di Carlo Zocchetti
SANITÀ/ “+6,3 mld rispetto al 2025 ma la “logica del cerotto” appesantisce la manovra”
La Legge di bilancio 2026 aumenta il FSN, il resto lo fanno i mini-provvedimenti. Ora occorre una rivalutazione complessiva del settore
Dopo un lungo, travagliato e contrastato percorso preparatorio, nel quale i portatori di interesse di maggioranza ed opposizione danno solitamente il “meglio” (o il peggio) di sé per inserire nel provvedimento norme, codicilli, vincoli, e quant’altro possa portare soddisfazione alle parti di cui sono, appunto, portatori di interesse, anche quest’anno il Parlamento ha approvato la legge finanziaria, per esteso la legge che si chiama “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028”… continua a leggere ⇒ Sussidiario_19.1.26_Sanita +6,3 mld rispetto al 2025 ma..

ansa.it  – Sanità non equa per le differenze tra regioni e spesa privata – Notizie – Ansa.it  – Agenzia ANSA – Roma 19 gennaio 2026, 16:57 di Maria Emilia Bonaccorso
Sono ancora troppe le disomogeneità fra Regioni all’interno del Servizio sanitario nazionale, così come le situazioni critiche nelle gestioni, e il post pandemia non ha segnato il cambiamento atteso… continua a leggere ⇒ Ansa.it_19.1.26_Sanità non equa per le differenze tra regioni:spesa privata

La truffa delle liste d’attesa – Finte proposte di esami per sgonfiare le liste

LA VERITÀ, 16.01.2026 – Sezione: POLITICHE SOCIALI E SVILUPPO SOSTENIBILE
Autore: Giordano Mario

LA TRUFFA DELLE LISTE D’ATTESA
In molte Asl si fissano esami urgenti a distanza di mesi o anni, scrivendo che il paziente ha rifiutato una data precedente Che però non era mai stata proposta. In questo modo si aggira la legge e si taroccano le statistiche. E i manager incassano i premi…

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Rinnovato il contratto per i 60mila medici di medicina generale

Il via libera in Conferenza Stato-Regioni, aumento medio del 5,78% nel triennio
(ANSA) – 15 GEN

È stato rinnovato l’accordo collettivo nazionale 2022-2024 della medicina generale. Il definitivo via libera è arrivato oggi in Conferenza Stato-Regioni, dopo l’approvazione dell’ipotesi di accordo lo scorso 5 novembre in Sisac e il benestare della Corte dei conti.

Per i 60mila medici di famiglia il nuovo contratto prevede un aumento salariale medio del 5,78% per il triennio. Il contratto segna inoltre un passaggio ulteriore verso l’integrazione del personale convenzionato nelle Case di Comunità, con adeguamenti in linea con il processo di inserimento della figura nell’organizzazione delle nuove strutture. “Ci eravamo ripromessi di chiudere rapidamente questo rinnovo e lo abbiamo fatto”, ha dichiarato Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità. “La priorità era dare una prima risposta ai tanti medici di prossimità che attendevano un adeguamento salariale, per poi concentrarci sugli aspetti di maggiore complessità nella tornata contrattuale 2025-2027, su cui siamo già al lavoro”.

“Siamo consapevoli che i medici di famiglia rappresentano un punto di accesso fondamentale alla cura: da loro dipende il buon funzionamento e l’efficacia dell’intero sistema sanitario nazionale. Con l’intesa di oggi andiamo verso il riconoscimento di un modello multiprofessionale e multidisciplinare capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute in coerenza con il nuovo assetto della sanità territoriale”, ha chiarito Alparone. La rapida conclusione della trattativa è stata resa possibile da una cornice negoziale snella, concentrata su adeguamento della parte economica e miglioramento di alcuni istituti contrattuali, adeguati anche alle intervenute variazioni normative. “Ringrazio tutte le parti coinvolte per lo spirito di collaborazione con cui siamo arrivati a chiudere questa tornata”, ha concluso Alparone.

3 articoli da Itinerari Previdenziali – PENSIONI

Previdenza e assistenza: una bilancia in disequilibrio – Mara Guarino, 15 gennaio 2026: ItinerariPrevidenziali_15.1.26_Previdenza e assistenza-la bilancia in disequilibrio

Pensioni, sistema sostenibile ma attenzione alla demografia – Mara Guarino, 14 gennaio 2026: ItinerariPrevidenziali_14.1.26_Pensioni-sistema sostenibile ma attenzione

TROPPA CONFUSIONE E TROPPA ASSISTENZA – Alberto Brambilla, 19 gennaio 2026: ItinerariPrevidenziali_19.1.26_Troppa confusione e troppa assistenza

A proposito del DDL sul “nuovo SSN”

Come sapete, nei giorni scorsi il governo ha varato un DDL che dovrebbe dare l’avvio alla riforma del SSN (761-833/1978), continuando con l’impostazione che sinteticamente prevede il potenziamento dell’attività territoriale (MMG, Case di Comunità, Ospedali di Comunità etc.), la creazione di super ospedali pubblici e privati a valenza regionale simil IRCS, nonché il potenziamento della digitalizzazione del SSN, incluso un ruolo importante per l’intelligenza artificiale.

Quindi, un programma ambizioso che però ha il piccolo limite di scrivere alla fine del testo: “il tutto a risorse invariate, ovvero con aggiunta di risorse da reperire”. 

In definitiva, nulla di concreto. Di seguito, riportiamo in sintesi i pensieri del Direttivo Leonida sulla questione.

Poche considerazioni

Sulla Delega non possiamo esimerCi dal rappresentare che con  la “Clausola di salvaguardia” risulta lapalissiano che le precedenti descrizioni semantiche di revisione e ammodernamento del modello organizzativo del SSN sono (come al solito) aria fritta.
Con il 6,2% del PIL il SSN, pur innovato (a parole), è già morto, siccome sono morte le CdC tanto sbandierate e propagandate, massicce opere murarie che senza personale , come da Noi indicato 4 anni fa, sono dei veri e propri sarcofagi ospitanti il cadavere decomposto della Sanità Pubblica.
Quanto sopra trova lo “scoperchiamento” dell’ennesimo “ballon d’essai” da parte del presunto innovatore del SSN; al riguardo basti riflettere seriamente sul recente Report di MedioBanca “Come va la spesa sanitaria in Italia”? Non si pretende di avere un aumento di 70-75 miliardi (3% del PIL) per mettersi alla pari con Germania e Francia, ma deve essere non più differibile avere un aumento al 7,2% del PIL (1%del PIL), pari a 23 miliardi, per mettersi alla pari con la Spagna!
Di più non vogliamo dire.
Il CD di APS-Leonida, 15/01/2026

Il Cameo di Riccardo Ruggeri – Gli italiani hanno diritto di decidere con quale dei tre imperi stare

Da: Zafferano.news

Ci sono scelte politiche che non possono essere delegate al Parlamento o al Patriziato. Molti studiosi convengono che si stia andando verso una nuova Yalta. I tre Imperi (America, Cina, Russia) pare che, anziché dare il via alla Terza Guerra mondiale, siano interessati a trovare un equilibrio fra loro, attraverso una ripartizione del mondo per zone di influenza. Vero? Falso? Per quel che vale (nulla) io ne sono certo, di più, sto sistematizzando in un libretto i miei appunti di geopolitica e relativo scenario…

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La Legge di Bilancio 2026? Più assistenza che sviluppo

Da Itinerari Previdenziali, articolo di Alberto Brambilla – 29/12/2025

È stata definita leggera ma la Legge di Bilancio per il 2026 è frutto delle nuove regole comunitarie che impegnano Paesi UE a un programma quinquennale fissando i livelli massimi di spesa primaria netta i successivi 4-7 anni, impegno vincolante modificabile solo per eventi eccezionali (ad esempio, cambi di governo). Cardini del Piano sono i tetti massimi di aumento della spesa concordati fra Commissione Ue e singoli governi con l’obiettivo di garantire la riduzione del deficit necessaria a rispettare i parametri comunitari e, soprattutto, a riportare il rapporto fra debito pubblico e PIL su un sentiero sostenibile dopo gli sforamenti degli scorsi anni per l’eccesso delle spese per contrastare COVID-19 e fare politica dei redditi…

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Rivalutazione, come cambiano le pensioni nel 2026

da Itinerari Previdenziali, articolo di Mara Guarino del 05/01/2026

Dall’1 gennaio 2026 verrà riconosciuto un adeguamento delle pensioni all’inflazione pari all’1,4%: ecco in che modo si applica la rivalutazione e come cambia l’importo degli assegni.
Il decreto emanato lo scorso 19 novembre dal Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dispone, a partire dall’1 gennaio 2026 un adeguamento all’inflazione al +1,4% delle pensioni, calcolato in base alla variazione percentuale degli indici dei prezzi al consumo comunicata dall’Istat il 3 novembre scorso.

La rivalutazione è riconosciuta in misura piena, pari al 100% dell’inflazione, per le pensioni di importo fino a 4 volte il trattamento minimo INPS (603,4 euro il valore 2025, destinato a salire a 611,85 euro mensili nel 2026), mentre si riduce progressivamente per gli assegni di importo superiore. Questo lo schema di applicazione:
 •  100% dell’inflazione per le pensioni di importo fino a 4 volte il minimo (1,4%);
•  90% dell’inflazione per le pensioni di importo compreso tra 4 e 5 volte il minimo (1,26%);
•  75% dell’inflazione per le pensioni di importo compreso oltre5 volte il minimo (1,05%)….

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Aticolo di Michele Poerio e Stefano Biasioli, Startmag.it, 7.01.2026: Perequazione 2026: confermato il meccanismo “a scaglioni”, ma incrementi modesti. L’intervento di Michele Poerio, presidente nazionale Federspev, e Stefano Biasioli, segretario nazionale Federspev… continua a leggere ⇒ StartMag_7.1.26_Pensioni, cosa cambia con la perequazione 2026

L’analisi – La Ue raccoglie ciò che aveva seminato

Autore: Marino Longoni – 07/01/2025

Senza una vera forza militare comune è in balìa di tutti.

Le reiterate minacce di Trump di prendersi la Groenlandia, un membro dell’Ue e della Nato, mettono in evidenza in modo sempre più drammatico le debolezze strutturali dell’Unione europea. Un gigante a livello economico, irrilevante a livello politico sullo scenario internazionale. Ciò è dovuta alla sua struttura istituzionale, nella quale i Paesi membri, soprattutto quelli più importanti, hanno voluto tenersi ben stretto il nucleo centrale della propria sovranità, delegando a Bruxelles solo quel poco che sembrava necessario per fingere la creazione di un organismo sovranazionale. Il principale meccanismi istituzionali che indebolisce l’azione politica dell’UE è il diritto di veto, cioè la necessità dell’unanimità per deliberare su una serie di materie delicate, come quelle che riguardano la politica estera e la sicurezza comune (Pesc), le questioni finanziarie e di bilancio, le modifiche ai trattati istitutivi o l’adesione di nuovi membri, più altre questioni di minore importanza. Risultato: sul teatro della politica internazionale l’Ue non è in grado di sostenere i suoi interessi e valori…

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