Le rette delle case di riposo per un anziano “gravemente affetto da Alzheimer o da altra forma di demenza senile” non sono a carico dei parenti ma dello Stato.
Lo hanno stabilito DUE SENTENZE della CASSAZIONE (26.943/2024 e 1.644/2025 – 3a e 4a Sezione) che hanno chiarito che “le prestazioni socio-assistenziali inscindibilmente connesse a quelle a carico del SSN siano soggette al regime di gratuità”.
Insomma l’attività prestata a favore di una persona gravemente affetta da Alzheimer e/o demenza senile è qualificabile come attività sanitaria e quindi è di competenza del SSN.
Infatti le 2 attività (assistenziale e sanitaria) sono congiunte e “risulta impossibile distinguere i rispettivi oneri economici”
Insomma le prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria non debbono essere pagate dai parenti, ma dallo STATO.
Fino ad ora la norma prevedeva la suddivisione dei costi:
- quelli ASSISTENZIALI (a carico del paziente o dei parenti) e
- quelli SANITARI (a carico dello Stato).
ORA TUTTO RISULTA A CARICO dello STATO.
BENE…ma, Noi ci permettiamo di porre alcune domande:
- Si tratta di un MECCANISMO AUTOMATICO, o si dovrà passare attraverso un’azione legale (Caso di Cornedo-VI- con gli Avv. Lovato e Maule) ?
- Lo Stato pagherà attraverso l’INPS (con aumento della spesa assistenziale) o con una specifica voce nel bilancio del SSN ?
- Come saranno regolati i nuovi rapporti tra Regione, AULLS e Casa di Riposo ?
In Lombardia , qualcosa si è mosso…Ma in Italia e nelle altre Regioni ?
APS-Leonida
