Nonostante tutto, auguri di Buon Natale e di un sereno 2026!

Come da tradizione, formuliamo per Tutti Voi gli Auguri di rito.

Tralasciando per un attimo la prossima Legge di Bilancio (ma non dimenticando i danni che ci sono stati fatti dalle Leggi di Bilancio 2011-2025 e di quello che avverrà fino al 2032)…

FORMULIAMO a TUTTI VOI i tradizionali AUGURI, nella speranza sincera che il 2026 possa portare un po’ di serenità in Italia, in Europa e nel mondo.

Serenità significa quantomeno una PACE definitiva in Europa e nel Medio Oriente.

Ma quanto ci danneggia, l’Unione Europea?

Non so quanti di Voi leggano il giornale LA VERITÀ, diretto da Maurizio Belpietro.

I “sinistrorsi” lo ritengono un giornale politicamente scandalistico. Per chi scrive, invece, è uno dei tanti giornali che leggo quotidianamente, da anni. Sarà anche scandalistico ma è l’unico giornale che – per primo- ha raccontato i danni dei vaccini anti-Covid nei bambini e negli under 45 anni; è il primo che ha raccontato i pesanti effetti collaterali (prodotti su persone sane) dei vaccini Astra, Pfizer e Moderna.

È stato il primo giornale a raccontare le porcherie di una serie di magistrati (pochi, per fortuna, ma con una carriera importante, come Pignatone) nei confronti di Falcone e Borsellino. È stato tra i pochi a raccontare le azioni “devastanti” contro la “Famiglia nel bosco”....

È stato tra i primi a raccontare le “furbate” dei pubblici amministratori che hanno superato  “zitto zitto-passo felpato”  il precedente limite dei 240.000 euro/lordi di stipendio, arrivando a 311.000 e oltre.

Ebbene, a pagina 3 del numero del 12/12/25, un articolo di Giuseppe Liturri spiega in modo dettagliato quanto la U.E. (unione europea) abbia impoverito gli italiani in 35 anni, dal 1990 ad oggi.

L’informazione è tratta da un intervento di Francesco Giavazzi (un economista che non appartiene al centro-destra o alla destra!) che ha utilizzato i dati della World Bank relativi all’andamento del PIL/proCAPITE, a parità del potere di acquisto e a dollari costanti 2021 (per neutralizzare l’effetto cambio).

Li riassumiamo qui.

ANNO

PIL/Capite

(in dollari)

ITALIA USA U.E. COREA SUD
1990 42.657 44.379 33.427 13.840
2024 53.115 75.492 54.291 50.414

I numeri sono numeri. In 35 anni, negli USA il PIL/capite è cresciuto del 350%, in U.E.del 200%, in Italia del 100%.

L’Italia è riuscita a tenere il passo fino al 2000 e poi ha iniziato un grave declino, grazie alle “cure” di Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte.

L’Italia non ha tenuto il passo degli USA ma anche l’UE è rimasta  indietro. In altri termini, dal 1990 al 2024, il PIL COMPLESSIVO USA è cresciuto del 350%, quello complessivo U.E. è cresciuto del 198% e quello Italiano del 100%.

Italia e U.E. sono caduti nel torpore, con poca ripresa post crisi 2008-2011. Quindi la politica economica della U.E. è stata fallimentare  nei confronti degli USA e dei Paesi membri della stessa U.E.

Perché? Perché i “soloni europei” hanno varato una serie di politiche economiche fallimentari, che non hanno prodotto sviluppo ma una subdola recessione. Lo ha ammesso lo stesso DRAGHI, il 18/03/24 (in commissione parlamentare): “noi in quegli anni tenevamo i salari bassi come strumento di concorrenza…”.

Ci hanno massacrato di tasse e di regole assurde, per ottenere questo risultato: oggi il PIL/capite di un cittadino U.E. è poco meno del 50% di quello di un cittadino USA.  mentre nel 1990 era circa il 67% di quello di un nordamericano.

Esempi: le migliaia di imprese massacrate dall’obbligo del report di sostenibilità; le due diligence sui “fattori ESG” e sulla “green economy”;  la guerra inconsulta contro il motore endotermico;  il divieto europeo agli aiuti di Stato; la deflazione salariale; il blocco prolungato dei contratti pubblici.

Invece, perché la U.E è andata male e perché la Corea del Sud è nettamente migliorata?

“Perché la Corea del Sud ha tenuto alti i salari…ha attivato il credito pubblico…, fattori determinanti per la sua rapida crescita” (Giavazzi, ibidem).

Invece, la U.E. ha fatto scelte opposte, con i risultati sopra citati.

Forse l’Italia avrebbe potuto far meglio, se questa U.E. non ci avesse impedito di volare e se questa U.E. non avesse fatto gli interessi economici di pochi, rompendo le scatole ai cittadini e alle imprese, per anni.

Ricordiamoci i pateracchi sui vaccini e le tangenti a Bruxelles. 

Ora, forse, è iniziata una timida retromarcia della Baronessa e dei suoi sodali. Ancora una volta, le teste dorate europee dovranno tener conto degli agricoltori europei e delle scelte politico-economiche di Trump.

 Chi vivrà, vedrà… Ma nessuno  dei politici europei e italiani ha chiesto scusa…

Quando mai?

 

Lenin

 

Per Ursula & C. l’austerità non vale. Da La Verità del 10/12/2025

Tabella da LaVerita_10.12.25_pag_3

Commento:

Prima in Italia è stato varato lo splafonamento del tetto massimo per i dirigenti pubblici (da 240.000 € lordi/anno a + di 311.000 € lordi/anno) e poi anche in Europa gli euroburocrati si sono alzati la paga.

“Tanto paga pantalon!…”

… nel senso che, in questo modo esplode la spesa per il “carrozzone” europeo, sempre più costoso e sempre meno utile per i cittadini europei.

Alla faccia delle sentenze della Ns. C. Cost. che continuano ad avallare i tagli alle rivalutazioni delle Ns. pensioni, in Europa anche i 30.500 funzionari pensionati vedono aumentare le loro pensioni, con una spesa che passa da 2,4 mld di € a 3,2 mld di €.

anche qui, “figli e figliastri!”

Gli estracomunitari sono un costo più che una risorsa, dovevano pagarci le pensioni… le paghiamo noi agli stranieri

Articolo di Maurizio Belpietro da La Verità del 7/12/25 pagina 1-5

In un anno sono aumentate del 18,5% le persone nate fuori dall’Italia che percepiscono un assegno dall’Inps: sono 378.645 e nella stragrande maggioranza incassano prestazioni assistenziali alimentate dalle nostre tasse.

… continua a leggere ⇒ Verità_7.12.25_pag_1-5

Spesa sanitaria out of pocket italiana ancora sopra la media. A pesare in particolare le spese ambulatoriali tra le più alte di tutta l’area Ocse

quotidianosanita.it

24 novembre 2025 – di Giovanni Rodriquez

Nonostante una spesa sanitaria pubblica inferiore alla media Ocse, le famiglie italiane sostengono costi “out of pocket” superiori. La voce principale è l’assistenza ambulatoriale (48%, secondo dato più alto dopo il Portogallo). Inoltre, l’8,6% delle famiglie affronta spese sanitarie catastrofiche, collocando l’Italia al nono posto peggiore nell’area Ocse.

… continua a leggere ⇒ Quotidianosanita.it_24.11.25_Spesa sanitaria out of pocket