ISTAT – Nota sull’andamento dell’economia italiana

10 settembre 2025

  • Nel secondo trimestre 2025, il Pil è in ripresa negli Usa e in rallentamento in Cina e nell’area euro. Le prospettive per l’economia mondiale restano tuttavia molto incerte e segnali negativi emergono dagli indicatori anticipatori del commercio internazionale.
  • In Italia, il Pil nel secondo trimestre ha mostrato una lieve flessione (-0,1% su base congiunturale): a fronte di un calo dell’export e di un accumulo di scorte, i consumi privati sono risultati stabili mentre la dinamica degli investimenti, seppure in rallentamento, è stata positiva.
  • L’interscambio commerciale italiano tra aprile e giugno, in media, ha evidenziato una decelerazione, guidata dal calo delle esportazioni verso i mercati extra-Ue: al rallentamento dell’export verso gli Stati Uniti si sono associate forti flessioni verso Regno Unito, Cina, Russia e Turchia.
  • La produzione industriale cresce in luglio su base congiunturale per il secondo mese consecutivo ma cala la fiducia delle imprese manifatturiere in agosto a fronte di un miglioramento nei servizi.
  • Il mercato del lavoro continua a mostrarsi solido, con un ulteriore incremento in luglio sia del numero di occupati rispetto al mese precedente (+0,1%, +13mila unità), sia del tasso di occupazione (62,8%, +0,1 punti percentuali). Per posizione professionale, l’occupazione aumenta sia tra i dipendenti permanenti, sia tra quelli a termine mentre cala tra gli autonomi.
  • L’inflazione al consumo, secondo l’indice armonizzato IPCA, è rimasta stabile in agosto su base tendenziale (+1,7%). Accelera ancora (+3,5%) quella del carrello della spesa (beni alimentari e beni per la cura della casa e della persona).

ISTAT_10.9.25_Nota-congiunturale-settembre-2025

I magistrati critichino loro stessi

Editoriale di Maurizio Belpietro da Panorama 10/09/25, pagina 6

Caro presidente, innanzitutto la vorrei tranquillizzare: né io, né il collega Tortorella (ma parlo anche a nome del resto della redazione) pensiamo che !la stragrande maggioranza di magistrati non sia composta da onesti lavoratori», che si «sforzano di adempiere alla loro funzione col massimo sforzo possibile». Nella mia ormai abbastanza lunga carriera giornalistica ho avuto a che fare con giudici…

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Aggiornamenti ad oggi sulle pensioni

  1. Dal Prof. Piva nessuna novità per quanto riguarda il ricorso alla C. C. Centrale;
  2. Nessuna novità pure per il rinvio del Tribunale di Trento alla C. Costituzionale;
  3. Per quanto riguarda possibili novità in tema di: detrazioni fiscali del 2026, TFR, rivalutazione pensionistica del 2026 vi invitiamo a non credere a quanto compare in questi giorni sui giornali e ad attendere quanto meno la prima bozza del Bilancio 2026, che dovrebbe comparire entro il 15 ottobre come al solito.

In ogni caso sarà nostra cura informarVi con sollecitudine.

Le voci anti-vaccino rovesciano il comitato consultivo sui vaccini in Italia

di Dr.ssa Roberta Villa, Medscape, 28.08.25

È probabile che l’Italia rimanga senza un NITAG per un certo periodo, potenzialmente per tutta la durata dell’attuale governo. Il tentativo del Ministero della Salute italiano di rinnovare la composizione del gruppo consultivo indipendente per le vaccinazioni, originariamente nominato nel settembre 2021 e scaduto circa un anno fa, è fallito. Il Ministro della Salute italiano, Orazio Schillaci, è stato costretto a sciogliere il gruppo poco più di una settimana dopo l’emanazione del decreto di nomina, a seguito di una protesta pubblica nei confronti di almeno due candidati le cui posizioni antivacciniste erano state ritenute inaccettabili da gran parte della comunità medica e scientifica…

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Nei “documenti” al 28/08/25  i files PDF sui “Numeri del cancro in Italia 2024”

Caro Draghi, l’Europa che ha fallito è la sua – Cantiere pensioni: nella manovra verrà congelata l’età del ritiro

Caro Draghi, l’Europa che ha fallito è la sua

Caro Mario Draghi, caro mister Europa, salvatore dell’Europa, guida dell’Europa, costruttore dell’Europa, garante dell’Europa, speranza dell’Europa nonché colonna dell’Europa, le scrivo questa cartolina perché l’altro giorno l’ho sentita al meeting di Rimini dire che l’Europa «non conta nulla»…. Articolo di Mario Giordano da ⇒ Verita_25.8.25_pag_1-23

Cantiere pensioni: nella manovra verrà congelata l’età del ritiro

Durigon annuncia le novità: «Senza interventi, nel 2027 salirà a 67 anni e tre mesi. Incentivi pro previdenza complementare»
All’interno della prossima manovra di bilancio si va verso uno stop sull’aumento dei requisiti per la pensione. Tradotto: dal 2027 potrebbe non scattare l’aumento dell’età per il ritiro. A dare la notizia, il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, al Meeting di Rimini precisando: «Ho già parlato con il ministro (deIl’Economia, ndr) Giancarlo Giorgetti incontrando la sua disponibilità a inserire il provvedimento all’interno della legge di bilancio». Una misura che l’Istituto di previdenza prevede possa costare tra i 3 e i 3 miliardi e mezzo, ma secondo i calcoli di «Opzione donna andrebbe rafforzata, oggi risulta poco efficiente»Articolo di Flaminia Camilletti da ⇒ Verita_25.8.25_pag_1-7

Continuerà l’accanimento contro il ceto medio dei pensionati?

a cura del Dott. Carlo Sizia, 20 agosto 2025

In data 30 giugno 2025 il Tribunale ordinario di Trento ha pronunciato un’Ordinanza secondo la quale dichiara “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale” di quelle norme delle leggi di bilancio (nn.197/2022 per il 2023 e 213/2023 per il 2024) che “dispongono la perequazione automatica dei trattamenti pensionistici secondo le percentuali ivi previste, ma calcolate con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi (cosiddetto “sistema a blocchi”), anziché sulle distinte fasce di importo degli stessi trattamenti (cosiddetto sistema “a scaglioni”)”, sistema quest’ultimo che ha trovato applicazione, sull’onda lunga delle riforme previdenziali Dini e Prodi, praticamente dal 2000
(legge 388/2000) e fino al 2013, quando col Governo Letta (legge 147/2013) la rivalutazione è avvenuta secondo una unica percentuale, decrescente rispetto al valore complessivo dell’assegno e sull’intera misura di una singola pensione, senza alcuna fascia di garanzia rivalutativa vera almeno per una quota parte della stessa, fatta naturalmente salva sempre e solo la rivalutazione piena delle pensioni più basse (100% indice Istat fino a 3 volte il minimo INPS, e fino a 4 volte il minimo INPS a partire dal 2020).

Questo sistema barbaro e penalizzante è durato dal 2014 a oggi, con le uniche eccezioni della legge di bilancio Draghi n. 234/2021 per il 2022 e terza legge di bilancio Meloni n. 207/2024 per il 2025, in cui si è tornati al sistema a scaglioni ( + 100% dell’indice Istat fino a 4 volte il minimo INPS; + 90% da 4 a 5 volte il minimo INPS; + 75% per i restanti importi oltre 5 volte il minimo INPS, praticamente nella logica della legge 388/2000).

Per comprendere la gravità del criterio Letta di perequazione, bastino queste considerazioni:

continua a leggere ⇒ Continuerà l’accanimento contro il ceto medio dei pensionati_20.8.25