Il debito europeo e gli “apprendisti stregoni”

Di Giuseppe Pennisi 15/01/2022

Alcuni suggeriscono di “parcheggiare” il debito, altri di tenerlo per sempre nel capiente ventre della Banca centrale europea, ma questi schemi di soluzione potrebbero accelerare ed aggravare una crisi del debito dei Paesi Ue più indebitati, scuotendo la fiducia degli operatori. Il commento di Giuseppe Pennisi

In Francia e in Italia, non tanto negli altri Paesi dell’Unione europea (Ue), sta fiorendo una nuova piccola industria: quella dei “solvi-debito pubblico”. Consiglieri di questo o di quel leader competono nel presentare proposte per “risolvere” il debito delle Pubbliche amministrazioni, senza pagarlo a chi ha prestato i soldi (di solito piccoli risparmiatore che hanno, con l’acquisto di titoli di Stato, dato un segno concreto di fiducia nelle istituzioni). Enfatizzano una “strategia franco-italiana” a cui si accoderebbe la Germania. Spesso trovano giornalisti compiacenti (e digiuni di economia) che titolano le loro “soluzioni” a otto colonne.

Si tratta sovente di “apprendisti stregoni” quali quelli del poema sinfonico di Paul Dukas trasformato in mirabile cartone animato da Walt Disney in Fantasia nel lontano 1940. Perché occuparcene? Fanno confusione e distraggono l’attenzione da proposte serie sulla politica europea di finanza pubblica, quali quelle di Astrid e di Economia Reale.

Gli “apprendisti stregoni” spaziano da coloro che propongono agenzie dove “parcheggiare” il debito e coloro che progettano di tenerlo per sempre nel capiente ventre della Banca centrale europea (Bce) seguendo le linee della sedicente Modern Monetary Theory (MMT) e trasformando così la Bce in un istituto di beneficienza a vantaggio soprattutto dell’Italia. Nell’una e nell’altra ipotesi (e delle loro numerose varianti), come sottolinea Ricardo A.M.R. Reiss della London School of Economics, questi schemi di soluzione potrebbero accelerare ed aggravare una crisi del debito dei Paesi Ue più indebitati, scuotendo la fiducia degli operatori. Debt crisis are self-fulfilling prophecies (Le crisi del debito sono profezie che si auto-avverano), come dimostrano, ad esempio, i numerosi casi di crisi debitorie dell’Argentina, che si sarebbero potute evitare…

CONTINUA

Il “dilemma” del Dottore e quelli del Professore

Di Giuseppe Pennisi, 09/01/2022

Mario Draghi ha dato molto alla Repubblica italiana, e da essa molto ha ricevuto. Gli arazzi del Quirinale possono aspettare: c’è una missione da portare a termine e domani sapremo se sarà lui a farlo. Il commento di Giuseppe Pennisi

Nella commedia “The Doctor’s Dilemma” di George Bernard Shaw, diventata un film di successo nel 1958, un famoso primario ospedaliero, pari d’Inghilterra per le sua rivoluzionaria cura contro la tubercolosi (siamo nel 1906), avendo poche risorse e non potendo trattare più di dieci pazienti deve decidere se salvare un suo collega o un ricco anziano della cui giovane moglie si è innamorato. Non racconto come va a finire. In una commedia, considerata come la più pungente satira della professione medica dai tempi de “Il Malato Immaginario” di Molière, gli interrogativi etici e politici sono inquietanti e profondi.

Interrogati inquietanti ha sollevato la proposta del Presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli relativa all’impatto negativo del Covid sulle strutture e sul personale sanitario italiano, in cui ipotizzava la possibilità che i medici ospedalieri siano costretti a selezionare i pazienti da trattare, per motivi legati alle carenza e criticità di personale e di mezzi.

Ad essa hanno riposto con una lettera durissima le due maggiori organizzazioni del personale dirigente della professione, la Federspev e la Confedir, ribadendo il giuramento di Ippocrate fatto da tutti i medici e sottolineando che “ se mancano risorse in tempi di pandemia questa è una colpa dei governi da Monti in poi e di chi non ha voluto utilizzare i 32 miliardi del Mes a fini sanitari” e mettendo in risalto “le conseguenze civili e penali di tale selezione”. I saluti vengono accompagnati da un segno “di profonda disistima”.

Della proposta – è certo – non si parlerà più. Il problema delle difficoltà del Servizio sanitario nazionale (Ssn) di fronte ad una pandemia che pare dilagare a velocità rapidissima restano. E si aggravano ogni giorno. A differenza di quanto sottolineato nella conferenza stampa del 22 dicembre, non solo il Programma nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) non ha fornito le risorse necessarie per fare fronte alla pandemia ma a pp 62-66 del documento inviato, a sua firma, dal Presidente del Consiglio al Parlamento il 23 dicembre, si scrive a chiare lettere che la partita della sanità è ancora in fase di decollo. Un decollo che con la variante Omicron appare molto più difficile….

… CONTINUA ⇒ Pennisi_Il “dilemma” del Dottore e quelli del Professore_10.1.22

Draghi: Divina Commedia all’incontrario

Di Stefano Biasioli, 08.01.2022

Perdete un po’ del vostro tempo seguendo le mie riflessioni. Draghi sta facendo il percorso di Dante al contrario.

Dal Paradiso (“santo subito”) è già passato al Purgatorio (“premier indebolito”) e corre il pesante rischio di finire all’INFERNO (“votazioni presidenziali disastrose per Lui”).

Chi scrive non è mai stato favorevole ai Caèi di Governo o ai Presidenti della Repubblica di estrazione bancaria, scelti non dal parlamento ma da grossi giochi economico-finanziari. Su Draghi conoscevamo le opinioni negative di Cossiga e quelle positive di Berlusconi, al quale Draghi deve la carriera in Banca d’Italia e quella nella BCE. Draghi è stato scelto da Mattarella, con atto di imperio extraparlamentare: da quel Mattarella che non l’ha nemmeno nominato Senatore a vita, come fatto invece da Napoletano con Monti.

Quindi Draghi è un extraparlamentare, un soggetto mai votato dalla gente, mai.

Per lunghi mesi giornali, giornalisti, gente comune hanno inneggiato a Draghi e alle sue taumaturgiche doti di “Problem solving” (come scrivono i bocconiani e i loro consanguinei). I mesi trascorsi e, soprattutto, gli atti governativi più recenti dimostrano che Draghi ha perso la bacchetta magica.

Dal Paradiso è passato al Purgatorio. Infatti, da circa un mese, sono fioccate le critiche nei suoi confronti. Le riassumiamo: …

… CONTINUA ⇒ Draghi-DivinaCommedia allincontrario_8.1.22

Politica economica e pandemia. Cosa cambia per governo e Colle

Formiche.net – Economia – Di Giuseppe Pennisi, 07.01.2022

Draghi, per poter guidare efficacemente il governo, dovrebbe trovare l’occasione per parlare alla Nazione e dire che, date le circostanze, il suo ruolo è e resta a Palazzo Chigi per guidare l’attuale maggioranza nella procella della politica economica in tempo di pandemia. Il commento di Giuseppe Pennisi

Il presidente del Consiglio Mario Draghi non ha tenuto una conferenza stampa dopo la faticosa approvazione da parte del consiglio dei ministri dell’ultimo (per ora) decreto legge sulle misure restrittive anti-Covid. Non ha neanche fatto – come sarebbe stato auspicabile – un appello alla Nazione, analogo a quello del presidente francese Emmanuel Macron al fine di chiarire la posizione del governo nei confronti dei no vax e la strategia per sorreggere una ripresa economica che sta perdendo colpi. Silenzio, al tempo stesso, assordante ed eloquente.

Da un lato, su questi temi, la larga maggioranza è molto divisa. Da un altro, – questo è il punto più preoccupante – la sua posizione di guida della maggioranza si è indebolita da quando nella conferenza stampa del 22 dicembre, ha fatto comprendere, senza troppi mezzi termini, di essere disposto (anzi dispostissimo) da lasciare l’indirizzo del governo in caso di possibile ascesa al Quirinale. Ora è un birillo come gli altri o un lame duck della cui successione si discute apertamente (l’auto candidato più gettonato dalla parte politica a cui appartiene è il ministro della Cultura Dario Franceschini).

Eppure dal 22 dicembre ad oggi, il quadro economico è cambiato. Da un lato, si sta riaccendendo l’inflazione: in Italia l’aumento dei prezzi al consumo in dicembre ha sfiorato il 4% l’anno e sempre in dicembre negli Stati Uniti l’incremento netto dell’occupazione è stato di 200.000 assunzioni, inducendo le autorità monetarie a pensare ad un aumento dei tassi…

…continua ⇒ formiche_Pennisi_Politica economica e pandemia_7.1.22

Dove inciampa la proposta franco-italiana sul debito

FORMICHE Economia – Di Giuseppe Pennisi, 05/01/2022

Negli anni Novanta, venne in gran parte risolto il problema del debito europeo. E allora, se il cavallo da corsa è stato già inventato, perché cercare di inventarle un altro? Il commento di Giuseppe Pennisi

Sul Corriere della Sera del 4 gennaio è stata presentata come “una proposta franco-italiana” sul debito da Covid un lavoro apparso sul sito dell’Università di Chicago e firmato da economisti che, in questo periodo, collaborano con il presidente francese Emmanuel Macron e con il premier Mario Draghi.

Il 4 gennaio sono stato letteralmente inondato da mail con commenti di economisti grandi e piccoli. Pensando che l’originale è sempre meglio della copia (anche se riassunta da un bravo giornalista), sono andato sul sito dell’università di Chicago e sul quello del mio abbonamento al Social Science Research Network ed ho letto l’integrale del paper.

Tralasciando alcuni aspetti tecnici (che soffrono dall’essere eccessivamente macchinosi e “con troppe parti in commedia”), il lavoro propone un’Agenzia Europea per il debito da Covid (che potrebbe nascere dal Meccanismo europeo di stabilità o rimpiazzarlo) ed essenzialmente sarebbe “un magazzino” a basso costo del debito degli Stati acquistato, in base a vari programmi, dalla Banca centrale europea (Bce) per alleggerire le finanze pubbliche durante il Covid.

Non è chiaro se tale debito verrebbe “parcheggiato a oltranza” nel “magazzino” o rivenduto (a chi? Dato che gran parte del mondo è alle prese con lo stesso problema) tramite il mercato secondario. Cosi come presentata, la proposta inciampa su tre difetti di fondo: …

… CONTINUA A LEGGERE ⇒ formiche_Pennisi_Dove inciampa la proposta franco-italiana sul debito_5.1.22

Riflessioni attorno alla legge di bilancio 2022-2024 (L. 234/2021)

Contenuti principali:

la Camera ha approvato il 30/12 u.s., con voto di fiducia ed il solito maxi-emendamento spiazzante rispetto al ddl originario, la manovra in esame di 1.032 commi, che vale circa 36,5 mld complessivi e che prevede coperture per soli 13,2 mld (risultanti da 5,3 mld di tagli sulla spesa e da 7,9 mld di nuove entrate), mentre 23,3 mld sono misure in deficit. Citiamo solo alcune delle norme più significative: taglio (modesto) dell’IREF con 4 aliquote (scompare quella del 41%, ma quella ultima, del 43%, parte da 50.000 €, anziché da 55.000 €)…

… continua a leggere ⇒ Riflessioni attorno alla legge di bilancio 2022

PNRR – Se Draghi smentisce Draghi sugli obiettivi raggiunti

Di Giuseppe Pennisi da ilSussidiario.net

Nella conferenza stampa di fine anno del 22 dicembre, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha sottolineato che “la sua missione era compiuta”: a) il virus in gran misura sotto controllo a ragione della campagna vaccinale; b) il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ben avviato, dopo avere centrato tutti gli obiettivi nel 2021, e sul retto binario per continuare le marcia della sua attuazione.

Nessuno prevedeva all’epoca i danni che in pochi giorni avrebbe provocato la variante Omicron. Tuttavia, il documento inviato al Parlamento in data 23 dicembre (e disponibile qui) intitolato Relazione sullo stato d’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, a firma del presidente del Consiglio in persona, non del ministro dell’Economia e Finanze Daniele Franco (in capo al quale sono gran parte delle deleghe per l’attuazione del Pnrr), pare contraddire l’affermazione di Draghi secondo cui sono stati centrati gli obiettivi stabiliti per il 2021 e si è sulla buona per la realizzazione del Piano secondo quanto concordato con l’Unione europea. I parlamentari, presi in sedute notturne per l’approvazione della Legge di bilancio, non credo abbiano letto le cento pagine a stampa fitta arrivate nelle loro caselle postali la vigilia di Natale. Penso che non le leggeranno neanche in questi giorni poiché presi dall’elezione del presidente della Repubblica e già in campagna elettorale in vista delle politiche del 2023…

… continua a leggere ⇒ Se Draghi smentisce Draghi sugli obiettivi raggiunti_03.1.2022

ASSISTENZA e PREVIDENZA: decide Orlando?

Abbiamo appreso dai giornali che una COMMISSIONE TECNICA (nominata da Poletti, rilanciata dalla Catalfo e attivata da Orlando) ha steso una relazione tecnica di circa 70 facciate, concludendo alla fine che È IMPOSSIBILE SEPARARE TECNICAMENTE L’ASSISTENZA DALLA PREVIDENZA, nel bilancio INPS.

Si tratta di una conclusione che NOI respingiamo al mittente. Non solo ma,

AL MINISTRO ORLANDO NOI CHIEDIAMO CON FORZA:

  1. Perché al tavolo specifico siano state invitate solo CGIL-CISL e UIL (che hanno duramente respinto le conclusioni della relazione) e invece non siano state invitate anche le confederazioni autonome, interessate al tema tanto quanto i sindacati confederali;
  2. Perché non sia stato diffuso il testo della relazione e perché non sia stato chiesto – su questi temi – un parere al CNEL, organo costituzionale;
  3. Perché SOLO IN ITALIA NON SIA POSSIBILE SCINDERE la ASSISTENZA (legata a spese a carico dello stato e non supportata da contributi individuali) dalla PREVIDENZA (legata invece ai contributi individuali versati), quando invece ciò è tenuto ben distinto/separato in SPAGNA, FRANCIA, GERMANIA e OLANDA?
  4. Perché il ministro non vuol capire che – senza la separazione tra assistenza e previdenza – la SPESA SOCIALE ITALIANA, in rapporto al PIL, SFORA LA MEDIA EUROPEA, ponendo quindi l’Italia a rischio di perdere parte dei contributi legati al PNRR ?
  5. VUOLE forse il MINISTRO (PD) PORTARE TUTTI I PENSIONATI A PERCEPIRE UNA PENSIONE SOCIALE (al massimo entro 5 volte il minimo INPS), gettando poi la colpa del tutto sulla “EUROPA MATRIGNA”?

Ebbene, il Ministro Orlando SAPPIA CHE NOI NON SUBIREMO PASSIVAMENTE le SUE SCELTE e QUELLE della SUA COMMISSIONE.

Se non farà retromarcia, lo denunceremo personalmente, così come denunceremo chi quel parere ha redatto.

Dopo aver combattuto la Bindi e Renzi, adesso combatteremo Orlando, fino a quando non sarà condannato e fino a quando non SARÀ CACCIATO dal MINISTERO del LAVORO…

Unicuique suum….

IL DOSSIER SULLE PENSIONI SEGRETATO (o quasi) – Formiche.net

Di Giuseppe Pennisi

Il documento conclude che previdenza ed assistenza non sono scorporabili, almeno per il momento. Il messaggio sembra rivolto soprattutto ai sindacati

Un sindacalista sarcasticamente dice: Non lo hanno pubblicato perché si vergognano. Il tema è il rapporto di 70 pagine su separazione tra assistenza e previdenza nei conti dell’Inps e non solo uscito dopo una lunga gestazione e che minaccia di bloccare sul nascere il negoziato governo-sindacati sulla riforma delle pensioni.

A prevedere la costituzione del gruppo di esperti fu alcuni anni fa l’allora ministro Giuliano Poletti ai tempi del governo Gentiloni. La Commissione tecnica è stata poi rilanciata dall’ex ministra Nunzia Catalfo per diventare finalmente operativa con l’arrivo al dicastero di Via Veneto del Dem Andrea Orlando. Dopo cinque mesi di lavoro è stato messo a un punto un dossier di una settantina di pagine destinato alle parti sociali. Speriamo che diventi pubblico….

continua a leggere ⇒ Formiche assistenza e previdenza_03.01.22

DL MILLEPROROGHE

Buongiorno a Tutti, si allega per dovuta conoscenza:

  • Il testo del Decreto-legge recante proroga dei termini (c.d. mille proroghe), approvato del Consiglio dei Ministri il 29 dicembre 2021;
  • il testo della relazione illustrativa relativa al medesimo decreto-legge.
  • Il testo DL Covid

Pagine da DL-6_parte 1

Pagine da DL-6_parte 2

Testo DL Covid

Milleproghe rel. Illustrativa_PARTE 1

Milleproghe rel. Illustrativa_PARTE 2

Milleproghe rel. Illustrativa_PARTE 3

Milleproghe rel. Illustrativa_PARTE 4

Milleproghe rel. Illustrativa_PARTE 5