Rivalutazione, come cambiano le pensioni nel 2026

da Itinerari Previdenziali, articolo di Mara Guarino del 05/01/2026

Dall’1 gennaio 2026 verrà riconosciuto un adeguamento delle pensioni all’inflazione pari all’1,4%: ecco in che modo si applica la rivalutazione e come cambia l’importo degli assegni.
Il decreto emanato lo scorso 19 novembre dal Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dispone, a partire dall’1 gennaio 2026 un adeguamento all’inflazione al +1,4% delle pensioni, calcolato in base alla variazione percentuale degli indici dei prezzi al consumo comunicata dall’Istat il 3 novembre scorso.

La rivalutazione è riconosciuta in misura piena, pari al 100% dell’inflazione, per le pensioni di importo fino a 4 volte il trattamento minimo INPS (603,4 euro il valore 2025, destinato a salire a 611,85 euro mensili nel 2026), mentre si riduce progressivamente per gli assegni di importo superiore. Questo lo schema di applicazione:
 •  100% dell’inflazione per le pensioni di importo fino a 4 volte il minimo (1,4%);
•  90% dell’inflazione per le pensioni di importo compreso tra 4 e 5 volte il minimo (1,26%);
•  75% dell’inflazione per le pensioni di importo compreso oltre5 volte il minimo (1,05%)….

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Aticolo di Michele Poerio e Stefano Biasioli, Startmag.it, 7.01.2026: Perequazione 2026: confermato il meccanismo “a scaglioni”, ma incrementi modesti. L’intervento di Michele Poerio, presidente nazionale Federspev, e Stefano Biasioli, segretario nazionale Federspev… continua a leggere ⇒ StartMag_7.1.26_Pensioni, cosa cambia con la perequazione 2026

L’analisi – La Ue raccoglie ciò che aveva seminato

Autore: Marino Longoni – 07/01/2025

Senza una vera forza militare comune è in balìa di tutti.

Le reiterate minacce di Trump di prendersi la Groenlandia, un membro dell’Ue e della Nato, mettono in evidenza in modo sempre più drammatico le debolezze strutturali dell’Unione europea. Un gigante a livello economico, irrilevante a livello politico sullo scenario internazionale. Ciò è dovuta alla sua struttura istituzionale, nella quale i Paesi membri, soprattutto quelli più importanti, hanno voluto tenersi ben stretto il nucleo centrale della propria sovranità, delegando a Bruxelles solo quel poco che sembrava necessario per fingere la creazione di un organismo sovranazionale. Il principale meccanismi istituzionali che indebolisce l’azione politica dell’UE è il diritto di veto, cioè la necessità dell’unanimità per deliberare su una serie di materie delicate, come quelle che riguardano la politica estera e la sicurezza comune (Pesc), le questioni finanziarie e di bilancio, le modifiche ai trattati istitutivi o l’adesione di nuovi membri, più altre questioni di minore importanza. Risultato: sul teatro della politica internazionale l’Ue non è in grado di sostenere i suoi interessi e valori…

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Questo non è giornalismo ma un mestiere sporco con l’obiettivo di infangare

Da Il Giornale, Sezione: Editoriali – 07/01/2026

Non sono più colleghi che sbagliano, siamo al depistaggio professionale di servizio pubblico (la Rai) praticato con metodo e perseverante indifferenza per gli esiti storici e giudiziari, e non perché Report sbagli pista, ma perché, da anni, costruisce dolosamente dei racconti paralleli che se ne fottono di sentenze e archiviazioni e servono una sola funzione: spostare l’attenzione, allontanarla dalla verità accertata, portarla in un altrove nebuloso che è abitato da ombre e mandanti esterni e piste nere eternamente riaperte. Non sono errori, è premeditazione. E un mestiere che col giornalismo non c’entra nulla…

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I nomi, i soldi, le case e le società: le immobiliari italiane filo-Hamas – I soci, le case, i soldi Ecco le società immobiliari italiane vicine ad Hamas

Articolo di De Gese Francesco e Laghi Tonino da: La Verità 30/12/25

Il principale fundraiser della presunta cellula italiana di Hamas è un personaggio chiave della vicenda che ha portato in carcere nove persone accusate di essere esponenti o, comunque, sostenitori attivi dell’organizzazione jihadista. E per capirlo basta approfondire la sua storia. Stiamo parlando di Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa, finito in manette.

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Doppio allungamento dell’età pensionabile. Dalle assicurazioni i fondi per le imprese.

Articolo di Marco Mobili e Gianni Trovati da:
Il Sole 24 ore del 17/12/25 pagina 4

Manovra. Anticipo da 1,3 miliardi dalle compagnie per coprire Transizione 4.0, 532 milioni alla Zes Unica del Sud e iperammortamento fino al settembre 2028. Al caro materiali 1,2 miliardi nel 2026-27, 300 milioni in due anni al Piano casa.

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Alberto Brambilla – “Troppi eccessi di assistenzialismo. Così si penalizza chi versa i contributi

Da La Stampa del 23/12/24, articolo di Paolo Baroni

Positivo che sia rimasta l’adesione automatica dei neo assunti alla previdenza complementare, capisco la decisione di ampliare la platea delle imprese chiamate a trasferire ilTfr all’Inps ma è una scelta che non mi convince, serve solo a garantire un po’ di coperture», sostiene Alberto Brambilla presidente  del Centro studi Itinerari Previdenziali. Che ora punta il dito contro gli eccessi di assistenzialismo del nostro sistema previdenziale, contro quei 150mila italiani che in media ogni anno ottengono la pensione a spese della collettività, “quasi a sbafo”, non avendo versato contributi o avendone versati troppo pochi…

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