ATTENZIONE ATTENZIONE !!!

… CI HANNO HACKERATA LA E-MAIL DI LIBERO !!!

VI INFORMIAMO CHE 2 GIORNI FA GLI HACKER SONO ENTRATI NELLA NOSTRA E-MAIL (leonidapensioni@libero.it) INTERFERENDO CON LA NOSTRA POSTA ELETTRONICA.

PERTANTO:

 

  1. SE RICEVETE “AVVISI STRANI” NON RISPONDETE E CANCELLATE LA E-MAIL METTENDOLA PRIMA NELLA “SPAM”;
  2. SE VOLETE CONTATTARCI USATE D’ORA IN POI UNA DI QUESTE E-MAIL: info@aps-leonida.com

pensioni@aps-leonida.com

 leonidapensioni@gmail.com

la Segreteria

Azione Leonida contro gli EFFETTI PERVERSI DEL DDL 1071 CHE TAGLIEGGERA’ LE NOSTRE PENSIONI

A Tutti gli interessati… ossia, ai pensionati che saranno colpiti dal DDL 1071

Ricordiamo a Tutti costoro, che il DDL 1071 (relatori R. Molinari e F. D’Uva più tanti altri) sta proseguendo il suo iter ed è ora alla Commissione Lavoro della Camera.

Il testo attuale (peraltro pieno di strafalcioni e di incongruità, che testimoniano la superficialità di questo esecutivo sul tema pensionistico… !) prevede che SIANO PENALIZZATI i pensionati attuali che rientrino in tutte e 3 le tipologie sotto citate:

  1. 90.000euro/lordi di pensione/anno;
  2. 4.500euro/netti di pensione/mese;
  3. Età del pensionamento: inferiore ai 65 anni (se pensionati prima dell’01/01/2013) o inferiore ai 66 anni (se “ritirati” successivamente a tale data).

QUINDI applicazione retroattiva (fino al 1996 ?), ai pensionati attuali, dei criteri peggiorativi del DDL; per i nuovi pensionati, invece, le penalizzazioni partiranno dal 01.01.2019.

ALLA LUCE DI QUANTO SOPRA, varata la legge , la dovremo impugnare.

Deve essere chiaro a Tutti i pensionati (over 90.000 e infra 90.000) che l’approvazione di una siffatta legge, con chiaro effetto retroattivo, mette le pensioni di Tutti in grave pericolo, perché, con la necessità attuale di reperire enormi risorse da ogni dove, è evidente che l’effetto retroattivo POTRA’ POI COLPIRE ANCHE LE FASCE PENSIONISTICHE DI VALORE INFERIORE A QUELLE CITATE.

Per questo abbiamo inviato una indagine per cercare di quantificare il numero dei potenziali ricorrenti contro il DDL 1071, una volta convertito in legge.

Per questo Vi alleghiamo il nuovo modulo di pre-adesione contro il DDL 1071 e Vi invitiamo a restituircelo/inviarcelo entro il 15 di ottobre 2018 (prima della data della nostra Tavola Rotonda Pensionistica di Verona del 20.10.18) per comunicare in quella sede il numero totale dei possibili  aderenti alla prossima obbligatoria azione legale, che avrà il chiaro obiettivo di fare dichiarare l’incostituzionalità di questa nuova legge.

Per ulteriore chiarezza, gli aderenti prioritari alla nuova azione legale dovranno essere i pensionati che rientrano nelle 3 fattispecie sopra descritte.

Modulo da SCARICARE-COMPILARE-RESTITUIRE

Il nostro commento alle prime notizie sul DEF

Noi pensionati prendiamo atto che:

– Si tratta di una manovra in deficit per il 90% della cifra totale…
– Non si finanziano i contratti pubblici
– Non si finanzia in modo adeguato la sanità
– Non si vara un piano Marshall per mettere in sicurezza ponti, scuole, ospedali…
Si premiano i nullafacienti… enza porre condizioni immediate di lavoro, almeno sociale, in cambio del bonus…
Si premiano gli evasori con una nuova sanatoria e con regalie pensionistiche
Si bastonano i pensionati che hanno versato fior di contributi e di tasse per lunghissimi decenni e si premiano gli evasori dando loro un reddito di cittadinanza.

Il debito aumenterà e il PIL non aumenterà in modo significativo….si accettano scommesse.

Una cosa è certa…… Tutti sono capaci di fare una manovra economica a debito. Per farla, non c’ era bisogno di Di Maio o di Salvini…… .

Complimenti vivissimi….

Lenin

 

L’ultima di Treu: “Reddito di cittadinanza a tutti, italiani ed immigrati”…!!!!!

Sentito oggi dalla radio del Sole 24 Ore alle ore 14:00

Il Prof. Tiziano Treu, Presidente del CNEL, oggi ha dichiarato che il reddito di cittadinanza – per non essere incostituzionale – va garantito a tutte le persone presenti in Italia, ossia non solo ai cittadini italiani residenti ma anche a tutti i soggetti presenti in Italia, residenti o no che siano.

Questo abbiamo sentito con le nostre orecchie (dalla radio del Sole 24 Ore).

Ovviamente ci auguriamo che la notizia non sia vera. Se lo fosse, poiché i denari del DEF non bastano per il reddito “di cittadinanza” ai cittadini italiani in povertà, quanti denari sarebbero necessari per dare lo stesso reddito anche ai circa 600.000 immigrati non residenti?

Già il DDL 1071 si propone di tartassare i pensionati “più o meno ricchi” per recuperare 300 Mln da usare per l’integrazione pensionistica a 780euro. Ma i 300 Mln sono largamente insufficienti (perché il costo reale oscilla da 1,2 MLD a 6 MLD a seconda del numero dei soggetti coinvolti).

Adesso Treu chiede di fatto un ulteriore sfondamento del debito pubblico. Noi diciamo invece che la Sua idea è FOLLE e che, se passasse, dovrebbe essere finanziata con l’azzeramento dei vitalizi parlamentari, incluso il Suo!

Lenin

DDL nr. 1071 – Le modifiche principali della nuova versione

Ai Lettori. Abbiamo comparato la relazione illustrativa al DDL il testo del DDL nr. 1071 presentati alla Camera dei Deputati il 18.09.18, con quelli presentati il 06.08.18.

Differenze fondamentali tra il testo iniziale (del DDL 1071) datato 6 agosto – rispetto alla proposta di legge del 18 settembre 2018.

  1. La soglia colpita parte dai 90.000 euro lordi annui e non dagli 80.000; in altri termini dai trattamenti pensionistici superiori ai 4.500euro/netti/mensili (in precedenza dai trattamenti superiori ai 4.000euro/netti/mensili. In ogni caso è fatto salvaguardia dei 4.500euro/netti/mensili (Art. 4).
  2. L’Art. 5 è nuovo e riguarda le pensioni dei sindacalisti.
  3. Il vecchio Art. 5 è diventato l’Art. 6.

A cura di APS-Leonida 20.09.18

(i dettagli delle differenze sono nella sezione “DOCUMENTI” 19.09.18)

DDL nr 1071 – TAGLIO DELLE c.d. “PENSIONI D’ORO”; Assistenza/Previdenza

di Pietro Gonella

1)   È necessario innanzitutto fare una premessa: chiarire la differenza tra “Previdenza” e “Assistenza”.

Il primo termine “Previdenza” si riferisce semanticamente all’ambito/al settore in cui la posizione di chi è titolare di “versamenti contributivi” validi per legge (effettivi, in quanto effettuati in costanza di attività lavorativa, e figurativi, in quanto riconosciuti/ricoperti dalla Stato per maternità, per servizio militare, per prepensionamenti per crisi aziendali o per altre cause) dà diritto ad un trattamento pensionistico.

Il secondo termine “Assistenza” si riferisce semanticamente all’ambito/al settore in cui la posizione di persone/soggetti versanti in condizioni di indigenza e/o necessità sociale dà titolo, in quanto cittadini, ad essere aiutati dalla Stato organizzazione attraverso la fiscalità generale. Si tratta, è bene sottolinearlo, di persone/soggetti che non hanno versato alcun contributo o hanno versato contributi in misura tale da avere diritto ad una prestazione previdenziale inferiore al trattamento minimo; in presenza di tale ultima fattispecie scatta l’intervento assistenziale qualificato come “integrazione al trattamento minimo” dell’assegno, integrazione a carico della fiscalità generale… → CONTINUA A LEGGERE_19.09.18

 

Come continua l’accanimento contro le pensioni medio-alte

di Michele Poerio e Carlo Sizia

L’intervento di Michele Poerio (Presidente nazionale FEDER.S.P.eV.) e Carlo Sizia (Comitato direttivo nazionale FEDER.S.P.eV.) sui progetti del governo in materia di pensioni

In pieno agosto (6/08) è stato presentato il disegno di legge R. Molinari (Lega) e F. D’Uva (M5S), Atto 1071 della Camera, con l’obiettivo dichiarato di contribuire all’incremento delle pensioni minime e sociali dai 450 ai 780 €/mese mediante il “taglio” delle pensioni di importo lordo oltre gli 80.000 €/anno………. continua a leggere

Qualcun altro mette in discussione il DDL D’Uva-Molinari

Articolo di Stefano Biasioli

Era ora. Sembra che l’aria “anti-pensioni alte” (non ricche) stia cambiando. Articoli di giornale (ben 5, il 29/8/18) e qualche trasmissione TV (In onda, 28/8/18) cominciano a far passare l’idea che il DDL giallo-verde sia una cosa “immonda ed ignobile” (NdR) e che tutto il problema della cosiddetta “solidarietà pensionistica” debba essere pesantemente rivisto. Chi frequenta i LEONIDA (sito, e-mail, media) sa che la nostra posizione sul DDL in questione è stata NETTA, fin da subito. Lo testimoniano gli articoli scritti  – dall’inizio di Agosto in poi -da Pietro Gonella, Stefano Biasioli, Lorenzo Stevanato e Giuseppe Pennisi… continua a leggere_29.08.18

 

PENSIONI PIU’ o MENO DORATE

Fateci caso. Da circa 15 giorni il dibattito sui tagli alle “pensioni d’oro” o presunte tali è diventato virale.

Televisioni e giornali riferiscono di un forte scontro tra 5S e Lega sul DDL  di “riforma”, peraltro sottoscritto da entrambi i partiti, su carta intestata “5S”.

Anche oggi al tema “tagli alle pensioni ricche” sono dedicati almeno 8 articoli giornalistici: Il Fatto (pag.1); Gazzetta del Mezzogiorno (pag.1 e 19); Il Giornale (pag.4); Libero (pag.8); Il Foglio (pag.3); Il Gazzettino (pag.14); Il Manifesto (pag.1); La Verità (pag.1 e 8).

Tutti fanno riferimento, con diverso taglio e diverse prese di posizione, alla pervicacia con cui Di Maio e C. vogliono tagliare le pensioni sopra i 4.000 euro netti/mese, per recuperare denari per aiutare le pensioni socio-assistenziali.

Salvini sta zitto, ma per Lui hanno parlato Borghi e Brambilla. Soprattutto Brambilla che, con il suo studio di 37 facciate, ha dimostrato – numeri alla mano – che i suddetti tagli ai “ricchi pensionati” non porterebbero che ad un tesoretto di 330 milioni, mentre la manovra dei 5S (pensioni minime portate a 780 euro) costerebbe dai 5 ai 6 miliardi. Oltre ad essere largamente ILLEGITTIMA….

VOI SAPETE COME NOI LA PENSIAMO. Le nostre pensioni sono frutto di un lavoro ultraquarantennale, di impegno quotidiano nella dirigenza pubblica (in svariati settori), di carriere professionali eccellenti, di tasse e contributi pagati fino all’ultima lira, di tagli pensionistici che ci hanno perseguitato sia durante la vita lavorativa (riforme varie; tagli dei coefficienti, contratti di lavoro non rinnovati) che durante la pensione (mancata o parzialissima rivalutazione, contributo di solidarietà, tasse superiori a quelle della media UE).

SIAMO STATI e SIAMO MASSACRATI.

Ma, lo sapete, NON ACCETTEREMO CHE QUALCUNO CI CHIAMI IMPUNEMENTE “PARASSITI” NE’ CHE  ANCHE QUESTO GOVERNO (come quelli precedenti degli anni 2012-2018) CI TAGLI LE NOSTRE PENSIONI ” ALLA MEMBRO DI SEGUGIO”, con tagli basati su CRITERI RAFFAZZONATI, INVENTATI, SENZA LOGICA e RETROATTIVI. Oltre a tutto, tagli permanenti ,ora ed in futuro (pensioni di reversibilità).

No, non staremo inerti! Nè NOI di LEONIDA ne’ gli 800.000 pensionati del FORUM PENSIONATI.

Siamo elettori….con moglie e figli….siamo in grado di difenderci sia con il voto che con tutte le armi legali e civili possibili.

Non è una promessa campata in aria. E’ una certezza.

Stefano Biasioli

La COSMED e le PENSIONI

Per alcuni giorni ci siamo trattenuti. Ma, alla fine, abbiamo scritto questa breve nota.

Nei giorni scorsi “Il Giornale” (articolo di A. Signorini – leggi tutto l’articolo nella sez. Documenti del 26.08.18) ha riportato un intervento del Segretario COSMED, Giorgio Cavalletto, relativamente al tema “pensioni d’oro”. Il cuore della sua dichiarazione ha riguardato questo aspetto:

«… gli 80.000 euro annui lordi attuali (il valore minimo per i tagli pensionistici, proposti dal DDL giallo-verde) equivalgono, con le addizionali comunali, regionali, ad assegni pensionistici da 3.780 a 3.922 euro netti per 13 mensilità. Quindi compare una nuova sigla sconosciuta: i 3.700 euro netti/mese»

Commentino LEONIDA:

  1. “Perfetto, Giorgio. Sono 4008 euro netti/mese, per 12 mensilità… Ossia l’obiettivo teorico dei 5S… Nulla quaestio…”
  2. “Cara Cosmed, dove sei stata nascosta, dal 2014 ad oggi, mentre i governi PD massacravano le pensioni, con il contributo di solidarietà e con la mancata rivalutazione?”
  3. “Quali iniziative legali ha attivato, dal 2014 ad oggi, la Cosmed a tutela dei “suoi” pensionati?”
  4. “Messa una pietra sul passato, perché – ora – la Cosmed non si unisce al folto gruppo del FORUM PENSIONATI (15 Associazioni pensionistiche, circa 800.000 pensionati) invece di restarsene in uno “splendido ma inutile” isolamento?”.

Ah, saperlo!

(Stefano Biasioli)