Alberto Brambilla – “Troppi eccessi di assistenzialismo. Così si penalizza chi versa i contributi

Da La Stampa del 23/12/24, articolo di Paolo Baroni

Positivo che sia rimasta l’adesione automatica dei neo assunti alla previdenza complementare, capisco la decisione di ampliare la platea delle imprese chiamate a trasferire ilTfr all’Inps ma è una scelta che non mi convince, serve solo a garantire un po’ di coperture», sostiene Alberto Brambilla presidente  del Centro studi Itinerari Previdenziali. Che ora punta il dito contro gli eccessi di assistenzialismo del nostro sistema previdenziale, contro quei 150mila italiani che in media ogni anno ottengono la pensione a spese della collettività, “quasi a sbafo”, non avendo versato contributi o avendone versati troppo pochi…

… continua a leggere ⇒ Stampa_23.12.25_pag_10_Brambilla-Troppi eccessi di assistenzialismo

Brambilla: accanimento su chi lavora per favorire solo le uscite assistenziali

Sole24Ore, 18/12/25 – Articolo di Giorgio Pogliotti su Intervista al Prof. Alberto Brambilla (Presidente di Itinerari Previdenziali)

«Con le ultime misure in manovra siamo in presenza di un accanimento nei confronti di chi ha lavorato regolarmente». È un giudizio duro, quello espresso da Alberto Brambilla, presidente del centro di studi e ricerche Itinerari previdenziali, sulle misure contenute nell’emendamento del governo alla manovra che ha introdotto una doppia “penalizzazione” sulle pensioni anticipate: nuove finestre mobili, che allungano il tempo per ottenere l’assegno pensionistico…

… continua a leggere ⇒ Sole24Ore_18.12.25_Pag_2-3_Intervista ad Alberto Brambilla

Istat rivede al ribasso le stime di novembre: inflazione (+1,1%) ai minimi dell’anno.

da Il Sole 24 Ore, 17/12/25 – Articolo di Luca Orlando

Un dato annuo inferiore solo ad ottobre 2024. Giù (+1,5%) anche il carrello della spesa… Sole24Ore_17.12.25_pag_7_Istat rivede al ribasso-inflazione (+1,1)

E20: tasso inflazione annuale stabile a novembre, 2,1%

La stima flash indicava 2,2%; Ue 2,4%, Italia cala a 1,1%

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Bruxelles, 17 dic – Il tasso di inflazione annuale a novembre nell’area euro è risultato stabile al 2,1%, un anno prima era al 2,2%. La stima flash indicava 2,2%. Nella Ue 2,4% dopo 2,5% a ottobre (un anno prima 2,5%). Lo indica Eurostat. In Italia 1,1% dopo 1,3% (1,5% a novembre 2025). I tassi annui più bassi sono stati registrati a Cipro (0,1%), Francia (0,8%) e, appunto, Italia (1,1%). I tassi annui più elevati sono stati registrati in Romania (8,6%), Estonia (4,7%) e Croazia (4,3%). Rispetto a ottobre 2025, l’inflazione annua è diminuita in dodici Stati membri, è rimasta stabile in cinque ed è aumentata in dieci. Il contributo maggiore al tasso di inflazione annuo dell’area dell’euro è provenuto dai servizi (+1,58 punti percentuali, pp), seguiti da alimentari, alcol e tabacco (+0,46%), beni industriali non energetici (+0,14%) ed energia (-0,04%). La prossima stima rapida dell’inflazione dell’area dell’euro con dati per dicembre 2025 è prevista per il 7 gennaio 2026.

L’Editoriale di Mario Sechi – Le porte spalancate a chi predica l’odio

Un imam non è una figura qualsiasi, è il predicatore, il capo religioso dei musulmani, colui che guida la preghiera, insegna il Corano, applica la legge islamica, gestisce la moschea, mantiene i rapporti con lo Stato, è il leader spirituale che dà consiglio ai fedeli e influenza i modelli di comportamento della sua comunità.

L’imam di Torino che ha definito la strage degli ebrei del 7 ottobre come un atto di resistenza, non è un soggetto qualsiasi, non è un tipo che passa per strada la cui parola fila via liscia inosservata, egli non esprime un’opinione tra le tante, le sue parole sono come un precetto, sono la linea che deve seguire un fedele dell’islam.

La decisione dei magistrati di liberare un tale soggetto crea sconcerto, dimostra come i giudici siano diventati non solo un potere antagonista rispetto alla politica, ma un corpo estraneo alla realtà, una casta che applica la legge fuori dal contesto storico, applicando un formalismo giuridico che finisce per negare l’idea di giustizia….

… continua a leggere ⇒ Libero_16.12.25_pag_1

Per Ursula & C. l’austerità non vale. Da La Verità del 10/12/2025

Tabella da LaVerita_10.12.25_pag_3

Commento:

Prima in Italia è stato varato lo splafonamento del tetto massimo per i dirigenti pubblici (da 240.000 € lordi/anno a + di 311.000 € lordi/anno) e poi anche in Europa gli euroburocrati si sono alzati la paga.

“Tanto paga pantalon!…”

… nel senso che, in questo modo esplode la spesa per il “carrozzone” europeo, sempre più costoso e sempre meno utile per i cittadini europei.

Alla faccia delle sentenze della Ns. C. Cost. che continuano ad avallare i tagli alle rivalutazioni delle Ns. pensioni, in Europa anche i 30.500 funzionari pensionati vedono aumentare le loro pensioni, con una spesa che passa da 2,4 mld di € a 3,2 mld di €.

anche qui, “figli e figliastri!”

Gli estracomunitari sono un costo più che una risorsa, dovevano pagarci le pensioni… le paghiamo noi agli stranieri

Articolo di Maurizio Belpietro da La Verità del 7/12/25 pagina 1-5

In un anno sono aumentate del 18,5% le persone nate fuori dall’Italia che percepiscono un assegno dall’Inps: sono 378.645 e nella stragrande maggioranza incassano prestazioni assistenziali alimentate dalle nostre tasse.

… continua a leggere ⇒ Verità_7.12.25_pag_1-5