L’Editoriale di Mario Sechi – Le porte spalancate a chi predica l’odio

Un imam non è una figura qualsiasi, è il predicatore, il capo religioso dei musulmani, colui che guida la preghiera, insegna il Corano, applica la legge islamica, gestisce la moschea, mantiene i rapporti con lo Stato, è il leader spirituale che dà consiglio ai fedeli e influenza i modelli di comportamento della sua comunità.

L’imam di Torino che ha definito la strage degli ebrei del 7 ottobre come un atto di resistenza, non è un soggetto qualsiasi, non è un tipo che passa per strada la cui parola fila via liscia inosservata, egli non esprime un’opinione tra le tante, le sue parole sono come un precetto, sono la linea che deve seguire un fedele dell’islam.

La decisione dei magistrati di liberare un tale soggetto crea sconcerto, dimostra come i giudici siano diventati non solo un potere antagonista rispetto alla politica, ma un corpo estraneo alla realtà, una casta che applica la legge fuori dal contesto storico, applicando un formalismo giuridico che finisce per negare l’idea di giustizia….

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