StartMag – Ma col codice verde si pagano ticket e analisi al pronto soccorso?

Inseriamo la Tabella, il testo completo dell’articolo lo trovate su questo sito nella sezione “Documenti” al 24.02.2023.

REGIONE TICKET PRONTO SOCCORSO sui Codici bianchi
Valle D’Aosta 25 euro
Piemonte 25 euro
Liguria 25 euro (Fino a 61,15 euro con prestazioni)
Lombardia 25 euro
Trento 25 euro (fino a 75 euro con prestazioni). Si pagano fino a max 50 euro le prestazioni in codice verde.
Bolzano 50 euro per casi non urgenti + tariffa per ogni prestazione specialistica fino ad un mx 100 euro – 15 euro per casi giustificati senza ricovero.
Veneto 25 euro + ticket specialistica per eventuali prestazioni.
Friuli Venezia Giulia 25 euro
Emilia Romagna 25 euro per la visita. Fino a 36,15 euro con prestazioni.
Toscana Importo massimo 50 euro + 10 euro per digitalizzazione.
Marche 25 euro
Umbria 25 euro
Lazio 25 euro
Abruzzo 25 euro
Molise 25 euro
Campania 25 euro
Basilicata 25 euro
Puglia 25 euro. Fino 36,15 euro con prestazioni specialistiche.
Calabria 25 euro. Fino a 45 euro con prestazioni specialistiche.
Sicilia 25 euro
Sardegna 25 euro. 15 euro per codici verdi senza ricovero.

Fonte: Elaborazione Quotidiano Sanità su dati Regioni

Novità APS-Leonida al 23.02.23

Cari Tutti, due righe per puntualizzare le ultime novità.

Pre-adesioni al ricorso contro la parziale rivalutazione (legge 197, art. 1, comma 309 del 29.12.2022): proseguono, con una goccia che scava la lapide, le pre-adesioni al Ns. ricorso per un totale ad oggi di 274 ricorrenti di cui 231 nel Triveneto e la quota restante in 10 regioni italiane.

È stato contattato a Roma un famoso attuariale cui spetterà il compito di calcolare il danno prospettico dei tagli 2023-2024.

È stata inviata a Tutti i presenti nella Ns. banca dati (finora non rispondenti alle precedenti e-mail) una ulteriore sollecitazione ad aderire al ricorso, corredata da un’ampia documentazione sul danno in essere.

Ricordiamo a Tutti che lo stesso, potrà essere quantificato da ciascuno di Voi solo con la pensione del 1 aprile 2023, perché  l’Inps ha già comunicato che con la pensione di marzo pagherà gli arretrati di gennaio e di febbraio 2023.

NB:
Abbiamo concordato con lo studio legale di Padova che, a tempo debito, verranno concordate le sedi (C. Conti e Tribunale) cui fare ricorso per i ricorrenti extra Triveneto.

NB:
Nei prossimi giorni verranno contattati per via postale Tutti gli iscritti FEDERSPeV del Triveneto, anche se non iscritti all’APS-Leonida.

Estratto dall’intervista al presidente del Consiglio Meloni…

…da Il Sole 24 Ore del 9.2.23 a pagina 1-2 e 3 (di Fabio Tamburini)

«Occorre rivoluzionare il rapporto tra fisco e contribuente e fare in modo che l’evasione si combatta prima ancora che si realizzi». Partendo da questa premessa il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, annuncia una «legge delega che toccherà tutti i settori della fiscalità» e che «metterà al centro anche i dipendenti e i pensionati, con misure ad hoc». Lo fa in un’intervista al Sole 24 Ore che è occasione di bilancio dei primi 100 giorni di governo e di altre, importanti, anticipazioni su provvedimenti in arrivo. A partire dalla volontà di «mettere al sicuro il nostro debito da nuovi shock finanziari» lavorando con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti «all’aumento del numero di italiani e residenti in Italia che detengono quote del debito»

… continua a leggere tutto l’articolo nella sezione “Documenti” di questo sito del 09.02.2023

SEPARAZIONE tra ASSISTENZA e PREVIDENZA: TRA il DIRE e il FARE…

Stefano Biasioli, 27 gennaio 2023

A metà gennaio il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali (Marina Calderone, sassarese del 1965, laureata in economia aziendale  e etichettata come “indipendente”) ha convocato ALCUNE PARTI SOCIALI (la solita Triplice + pochi altri) MA NON LE CONFEDERAZIONI AUTONOME  della DIRIGENZA PUBBLICA , per iniziare a discutere dell’assetto pensionistico Italiano.

Le CONFEDERAZIONI AUTONOME della DIRIGENZA PUBBLICA hanno chiesto, con richiesta unitaria, di partecipare ai lavori. Finora non hanno ottenuto risposta.
Comunque sia, da quanto si evince dalla stampa (es. La verità, pag.10 del 27/01/23)  il Ministro avrebbe proposto i seguenti temi:

  1. ricostituzione del NUCLEO di VALUTAZIONE della SPESA PREVIDENZIALE (monitoraggio);
  2. possibile separazione tra ASSISTENZA e PREVIDENZA ;
  3. peso della fiscalità italiana sulle prestazioni pensionistiche ( superiore agli altri paesi della UE);
  4. flessibilità di uscita dal lavoro (lavori usuranti, opzione donna etc);
  5. pensionamenti ritardati per i dipendenti pubblici over 67 anni ( a domanda ma con che benefici?).

Tutto bene? Mah, lo sapremo presto, soprattutto se il Ministro convocherà ai tavoli anche i CONFEDERALI AUTONOMI.
Voci di corridoio, poi, dicono che sulla separazione tra ASSISTENZA e PREVIDENZA la posizione della UIL sia largamente diversa a quella di CGIL e CISL e sia più vicina alle proposte di CONFEDIR, FEDER.S.P.eV. e APS-Leonida.

Nota a margine
Nell’Assemblea CNEL di ieri (26/01/23 ) solo il CONSIGLIERE Stefano Biasioli (al Cnel come designato Confedir) ha ricordato al Presidente Treu di mettere all’ordine del giorno della prossima assemblea il tema della “SEPARAZIONE tra ASSISTENZA e PREVIDENZA” nel bilancio INPS, ivi inclusa la discussione di un possibile DDL CNEL sul tema stesso e sulla creazione di un archivio analitico delle prestazioni assistenziali e previdenziali, con codici specifici, da raccordare anche al codice fiscale e alla denuncia dei redditi). Biasioli ha ricordato a Treu di avergli presentato di persona (assieme a Michele Poerio, Segretario CONFEDIR) la prima bozza di un possibile DDL, redatto in Veneto da un Ex segretario Generale della Regione Veneto, il Dr. GF. Zanetti.

Scarica l’articolo ⇒ Separaz_Assist_Previdenza-traildireeilfare_Biasioli_27.1.23

DITELO alla MELONI! e articolo sui VERI CONTI della Previdenza Italiana

Il Presidente del Consiglio, in carica da circa 3 mesi, ha un mucchio di problemi da risolvere.

Il suo tappeto verde a Palazzo Chigi è pieno di “rogne e rognette”: dall’inflazione che non cala, alla ricerca di energia da zone non sovietiche, agli scioperi dei benzinai, alle “strane” direttive della UE in tema di alimenti e di bevande “salutari”, all’assenza di una vera industria farmaceutica italiana (con la carenza da mesi di farmaci brand in Farmacia) e, per finire, alla disfatta della sanità territoriale.

Problemi su problemi. Ma ne aggiungiamo uno. Quello del TAGLIO ALLA RIVALUTAZIONE delle PENSIONI superiori a 4 volte il minimo INPS, ossia superiori a 2102 euro lordi/mese.

Noi, che siamo ottimisti fino a prova contraria, pensiamo che la scrittura dei c. 309-310 della legge di bilancio 2023 (197/2022, in due gazzette ufficiali, quella 303/SO n°43 del 29/12/22 e quella in GU n° 12/2023 del 16/01/23) non sia stata fatta da esponenti del centro-destra ma dai soliti burocrati del Ministero guidato oggi da Giorgetti…

…continua a leggere ⇒ DiteloallaMeloni_Biasioli_26.1.23

***

IVeriContidellPrevidenzaItaliana_26.1.23

AVVISO AI NAVIGANTI

AVVISO A TUTTI I PENSIONATI PUBBLICI E PRIVATI
(con pensione superiore a 4 volte il minimo Inps, ovvero a 2.102 euro/lordi/mese)

Caro Collega pensionato,

nel 2022 secondo l’ISTAT il tasso di inflazione ha eroso il potere d’acquisto dell’11,86 % e gli economisti prevedono che la situazione inflazionistica sia destinata a durare anche per i prossimi anni, essendo riconducibile ad una serie di concause che paiono, ad oggi, lungi dal risolversi.

La Legge Finanziaria per il 2023 promulgata a fine anno dal Governo Meloni, prevede, per ridurre l’impatto inflattivo, una rivalutazione pari al 7,3% per le pensioni lorde fino a 4 volte il minimo Inps (pari a 525,38 € x 13 mensilità) mentre – per le fasce superiori – stabilisce una rivalutazione via via decrescente arrivando fino al 32% (del 7,3% = 2,34%) per quelle oltre 10 volte il minimo Inps.

La assai ridotta rivalutazione comporta per i pensionati interessati una reale perdita del potere d’acquisto per quest’anno e per il prossimo, che corrisponde, di fatto, a una decurtazione definitiva e non più recuperabile degli assegni spettanti.

Tale ingiusto trattamento potrebbe essere, inoltre, seguito da altre azioni ulteriormente lesive nei confronti dei pensionati, vista la presenza – nel programma elettorale del partito di maggioranza relativa – di un progetto di ricalcolo pensionistico.

Abbiamo contattato due valenti avvocati per ricorrere contro l’ennesimo e reiterato provvedimento penalizzante nei confronti dei soli pensionati. Provvedimento che fa seguito a analoghi precedenti (basti pensare a quanto avvenuto in precedenza negli ultimi 13 su 17 anni) e costituisce un vero e proprio accanimento nei confronti di chi ha versato cospicui contributi nel corso della sua vita professionale e verso chi, fra l’altro, versa in percentuale determinante l’IRPEF che sostiene il nostro traballante sistema di welfare.

Dai la Tua pre-adesione al ricorso promosso da APS Leonida e partecipa all’incontro tematico che si terrà a:

PADOVA SABATO 4 FEBBRAIO 2023

c/o HOTEL FOUR POINTS (uscita Pd Est)

dalle ore 10:00 alle 12:30

SCARICA IL MODULO DI PRE-ADESIONE ⇒ Avviso ai Naviganti 

RIVALUTAZIONI delle PENSIONI a CONFRONTO

Leonida, 19/01/2023

Legge Draghi 234/2021 (recupero della Legge 388/2000)

Attiva solo per l’anno 2022 (minimo INPS € 525,38)

Rivalutazione in 3 scaglioni:                                         Cifra lorda/mese

  1. 100% fino a 3,99 volte in minimo Inps;         inf.  a 2.101,52
  2. 90% tra 4 e 4,99 volte il minimo Inps;           da 2.102 a 2.621,65
  3. 75% sopra 5 volte il minimo Inps                     sup. a 2.622,00

Inflazione ufficiale 2022:             fissata a 1,9%


Legge Meloni 197/2022 del 29 dicembre 2022

Attiva per gli anni 2023-2024 (minimo INPS mantenuto a € 525,38)

Rivalutazione in 6 scaglioni:

  1. 100% fino a 3,99 volte in minimo Inps (7,3%) a           2.101,52
  2. 85% tra 4 e 4,99 volte il minimo Inps (6,20%) da       2.102 a 2.621,65
  3. 53% tra 5 e 5,99 volte il minimo Inps (3,87%) da       2.622 a 3.147,02
  4. 47% tra 6 e 7,99 volte il minimo Inps (3,43%) da       3.148 a 4.197,78
  5. 37% tra 8 e 9,99 volte il minimo Inps (2,7%) da           4.198 a 5.253,80
  6. 32% oltre 10 volte il minimo Inps (2,34%) da                5.254 in su

Inflazione ufficiale 2022:             fissata a 1,9%
Inflazione ufficiale 2023:             fissata a 7,3%
Inflazione (teorica) 2023:            ????? con minimo teorico INPS a fine 2023 di € 563,73


Considerazioni amare…
Netto peggioramento dei criteri di indicizzazione delle pensioni. Infatti:

  1. Dai 3 scaglioni della legge Draghi 234/2021 (valida solamente nel 2022); siamo passati (legge Meloni 197/2022) a ben 6 SCAGLIONI, con una penalizzazione massiccia di 5 fasce su 6. Non solo ma:
  2. Con la legge Meloni la penalizzazione riguarda l’intera pensione, colpendo da 0 euro fino al totale della pensione mensile lorda.
  3. In altri termini, mentre con la legge Draghi la penalizzazione partiva da 4 volte il minimo Inps, con la legge Meloni il danno rivalutativo è sull’intero importo.

PER ESSERE ANCORA PIÙ CHIARI

Con la legge Draghi, una pensione di circa 10 volte il minimo Inps – vedeva una rivalutazione pari al 60-80% del dato inflattivo ufficiale.

LeggediBilancio2023-RIVALUTAZIONI a CONFRONTO

 

TAGLI ALLA RIVALUTAZIONE

La legge di bilancio 2023 (197/2022 ) prevede, per le fasce superiori a 10 volte il minimo INPS (525,38 euro/mese) il taglio netto alla rivalutazione dell’INFLAZIONE UFFICIALE 2023 (7,3%), riducendola al 32% del 7,3% (=2,34%)  sull’INTERO IMPORTO PENSIONISTICO.

Quindi UNA SERIE DI DANNI:

1) A PARITÀ di FASCIA PENSIONISTICA, la legge Draghi 234/21 prevedeva una RIVALUTAZIONE media pari al 60-80% del dato inflattivo (applicava le fasce: 100% fino a 4 volte il MIN-INPS;  90%, da 4 a 5 volte il MIN-INPS; e 75% per la restante quota).

2) La legge 197/2022 applica la parziale rivalutazione (32% del 7,3%= 2,34%) sull’INTERO IMPORTO PENSIONISTICO , con ulteriore peggioramento (dal 60-80% al 32%).

Presupposti/conseguenze della Legge MELONI:

a) La PENSIONE È UN REDDITO da TASSARE e non un DIRITTO MATURATO da RIVALUTARE, sulla base del dato inflattivo (art. 38 della Costituzione);

b) La PENSIONE delle FASCE MEDIO-ALTE PUÒ ESSERE PENALIZZATA IMPUNEMENTE, peggiorando addirittura i tagli rivalutativi di Draghi e della legge 388/2000, con rivalutazione ridotta dal 60-80% al 32%.

Fino  a 10 volte il MIN-INPS: rivalutazione reale 2023= +122,72 euro/mese, invece del teorico 331,74. Quindi= perdita di 209,24 euro/mese ovvero 2.720,12 euro/anno !

c) Il danno è ALMENO BIENNALE (2023-2024), con un risparmio per lo Stato di 3,2 miliardi /anno (6,4 nel biennio) e addirittura con un previsionale decennale di un risparmio di 62,3 mld (dati SPI-CGIL).

d) ASPETTI SOCIALI: tagli alle nostre pensioni ⇒ impatto negativo sul PIL !

e) Per cosa saranno utilizzati i soldi negati a Noi ?

f) Fino al 31/12/21 le leggi di Bilancio degli ultimi governi avevano rapinato ai pensionati  10 volte superiori al  MIN-INPS circa 12.400 euro/anno, pari a circa 954 euro/mese.

ABBIAMO GIÀ DATO !!!!

LeggediBilancio2023-consideraz_amare_ parte 2_20.1.23

AVVISO A TUTTI I PENSIONATI PUBBLICI E PRIVATI (con pensione superiore a 4 volte il minimo Inps, ovvero a 2.102 euro/lordi/mese)

Caro Collega pensionato,

nel 2022 secondo l’ISTAT il tasso di inflazione ha eroso il potere d’acquisto dell’11,86% e gli economisti prevedono che la situazione inflazionistica sia destinata a durare anche per i prossimi anni, essendo riconducibile ad una serie di concause che paiono, ad oggi, lungi dal risolversi.

La Legge Finanziaria per il 2023 promulgata a fine anno dal Governo Meloni, prevede, per ridurre l’impatto inflattivo, una rivalutazione pari al 7,3% per le pensioni lorde fino a 4 volte il minimo Inps (pari a 525,38 € x 13 mensilità) mentre – per le fasce superiori – stabilisce una rivalutazione via via decrescente arrivando fino al 32% (del 7,3% = 2,34%) per quelle oltre 10 volte il minimo Inps.

La assai ridotta rivalutazione comporta per i pensionati interessati una reale perdita del potere d’acquisto per quest’anno e per il prossimo, che corrisponde, di fatto, a una decurtazione definitiva e non più recuperabile degli assegni spettanti.

Tale ingiusto trattamento potrebbe essere, inoltre, seguito da altre azioni ulteriormente lesive nei confronti dei pensionati, vista la presenza – nel programma elettorale del partito di maggioranza relativa – di un progetto di ricalcolo pensionistico.

Abbiamo contattato due valenti avvocati per ricorrere contro l’ennesimo e reiterato provvedimento penalizzante nei confronti dei soli pensionati. Provvedimento che fa seguito a analoghi precedenti (basti pensare a quanto avvenuto in precedenza negli ultimi 13 su 17 anni) e costituisce un vero e proprio accanimento nei confronti di chi ha versato cospicui contributi nel corso della sua vita professionale e verso chi, fra l’altro, versa in percentuale determinante l’IRPEF che sostiene il nostro traballante sistema di welfare.

Dai la Tua pre-adesione al ricorso promosso da APS Leonida e partecipa all’incontro tematico che si terrà a:

PADOVA SABATO 4 FEBBRAIO 2023

c/o HOTEL FOUR POINTS (uscita Pd Est)

dalle ore 10:00 alle 12:30

PRE-ADESIONE contro la LEGGE DI BILANCIO 2023